Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDINI; VITERBO STORIA 1867
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1970
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// 1867 a Viterbo
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le truppe francesi sbarcate a Civitavecchia sotto il comando del maresciallo De Fuilly.
La battaglia, di Mentana (3 novembre) segnò naturalmente la sorte di Viterbo,1' da dove i garibaldini cominciarono ad allontanarsi nella nolte tra il 6 e ed il 7. 1 Franco-pontifici, entrati il 9 novembre nel capoluogo, rioccuparono rapi ti ani ente, nei giorni successivi. Pini era provincia. -'
Alla restaurazione tenne dietro la persecuzione dei cittadini compromessi che non si erano allontanati e di quei volontari sparsi che si erano insinuati nei vari paesi, cercando di confondersi tra la popolazione.
À carico dei patrioti fioccarono nelle varie località le denunce, per lo più anonime, dei reazionari, i quali, dal canto loro, si dolevano della difficoltà di colpire i nemici per la pretesa connivenza di talune autorità. Ecco una pittoresca esplosione di questa ira aniirisorgimenlale contro il possidente Achille Salvatori, che era stato come si è visto il promotore della rivolta di Caprarola :
Questo si approva capo della rivoluzione, al cala mento del arma pontificia, agli inviti dei carabinieri, fomentatore al concerto ", la rottura alla caserma, inalza-mento delle bandiere, l'asilo ai rari baldi ni, la nota di multe ai preti, ai possidenti per ì cavalli... Non è sufficiente per condannare questo contrario al nostro povero Santo Padre il solo dire capo della rivoluzione, il calamento del arma e che portava i carìbaldini in cantina, insegnando a loro ì papalini, i frati teresiani per fare vendetta? Ah, Monsignore," i latti 6ono public-i e non ci entrano prove, il solo dire Salvatori basta per punire questo rivoltoso. Monsignore, tutto si potrebbe approvare se non ci fossero questi proteggiteli, che per avidità del oro si introducono negli offici... . ")
È chiaro dal discorso di questo ed altri accusatori che le autorità mante* nevano cautele legali nel perseguire i patrioti, sapendo quanto potessero gli odi privati e talora per rispetto ad influenze locali, di possidenti e più ancora di nobili. "J L'attacco dell'anonimo ai proteggitori lumeggia col suo astio even-
-) Si devono ricordare due garibaldini viterbesi caduti in battaglia nell'Agro romano: Pietro Bucciglìoni e Pietro Tassella.
2) Le truppe francesi non si trattennero molto nel Viterbese, essendo richiamate a Civitavecchia, ma vi tornarono nel marzo 1868 sotto il comando del generale Raoul 'Rubrica 3, posizione 1473, busta 226).
8) Intende i festeggiamenti ai garibaldini con la partecipazione della banda comunale.
4) Lo scrivente si rivolgeva al delegato apostolico.
5) La lettera di accusa, contenuta nella busta 224, è allegata al parere della direzione generale di polizia < Roma, Direz. pan. di polizia, sez. 1. prot. n. 2197*64/ 20739, 9 febb. 1868).
6) Sull'atteggiamento delle autorità verso i nobili, v. B. Di PORTO, Un triennio citi, p. 459. Per il periodo trattato in questo articolo abbiamo una rassicurante dichiarazione del governatore di Bagnorea circa il marchese Carlo Gualterio, sospettando per i suoi viaggi nel regno d'Italia (Governo di Bagnorea, n. 72, prot. ris., busta 224), fi tollerante e rispettoso contegno verso il principe Galeazzo Bjispoli, ufficiale di cavalleria italiano, rientrato per qualche tempo in Vignanelio nell'autunno 1868 (posizione 2248, huuia 235) e constatiamo il silenzio sulla nomina del principe Augusto, padre di Galeazzo, a presidente della giunta rivoluzionaria di VignaneUo da parte del comando generale dei Cacciatori romani il 2 nov. 1867.
Più severo fu il trattamento usato al conte Giovanni Pagliacci, attivamente impegnato con la parte democratica fatto prigioniero nella battaglia di Bagnorea.