Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDINI; VITERBO STORIA 1867
anno <1970>   pagina <255>
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// 1867 a Viterbo
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una funzione di guida tra l'emigrazione politica viterbese, venendo però in con­trasto con l'ala sinistra e garibaldina, che faceva capo al già nominato Ferraioli* La posizione moderata del conte emerge sempre più chiaramente nel suo car­teggio del 1863-64, con forti critiche alle iniziative garibaldine ed istanze d'or­dine per un'energica legalità monarchica. l Ma net confronti della stessa mo­narchia si nota già nelle lettere di quegli anni la deiasione del conte, aspirante ad un'attività, che potesse degnamente impiegarlo e compensare le passività gravanti sul suo patrimonio per le mancate cure sul luogo ed il mantenimento della numerosa famiglia in esilio. -' Dopo varie richieste e concessioni di brevi soggiorni, le autorità pontificie avevano nel 1866 permesso il ritorno della madre, contessa Teresa Gentili, e della moglie, contessa Giuseppina Massone. Ora quest'ultima chiese il ritorno anche per il conte, dicendosi in possesso di un suo formale atto di ritrattazione, inviatole da Genova, che ella intendeva consegnare personalmente al segretario di Stato, cardinale Antonelli. evidente­mente conosciuto quand'era stato delegato apostolico a Viterbo.
La richiesta, presumibilmente conservata in copia, manca di data e firma,3' ma deve esser stata effettivamente avanzata poiché è confermata dai segni di stanchezza riscontrabili nel carteggio di Pacifico Caprini e della concessione di un soggiorno in Viterbo, tuttavia solo provvisorio: segno questo che le autorità pontificie non si fidarono e che la delusa ed avulsa seconda parte della sua vita non cancellò l'ardente giovinezza liberale del patriota.4)
Considerata nelle sue vere proporzioni la crisi seguita al fallimento della spedizione garibaldina, bisogna però dire che il movimento patriottico in pro­vincia non si arrestò del tutto e continuò a fermentare anche con nuove reclute: troviamo tra queste una donna, la vetrallese Santa Berni, moglie del cappellaio viterbese B. Bergamaschi, che teneva il collegamento tra gli emigrati e i cospira­tori specialmente di Soriano. "') Nella nuova corrente emigratoria, seguita alla disfatta garibaldina, si distingueva il sindaco di Torre Alfina, Luigi Tomaselli, mentre il tabaccaio Gaetano Sarchioni, suo cognato veniva arrestato ed espulso dallo Stato Pontificio; n> cominciarono anche a circolare voci di nuove infil­trazioni garibaldine dalla Toscana,71 cosicché venne rinnovata la convenzione
romani minò il ponte, che fu parzialmente distrutto. Il fratello poi cadde nella difesa di San Pancrazio, dove egli stesso fu ferito.
1) Il carteggio è conservato presso la biblioteca comunale di Viterbo.
2) V. in particolare una lettera senza data, perché conservata solo in parte, su foglio listato a lutto, nel carteggio manoscritto conservato alla biblioteca comunale di Viterbo (H F U 22).
8) Posizione 949, busta 223.
4) II conte Pacifico Caprini nacque a Viterbo il 9 gennaio 1820 ed ivi mori il 24 febbraio 1904. Si stabilì definitivamente nella sua città dopo l'unione all'Italia, ritirandosi a vita privata.
) Gendarmeria pontificia, legione di Roma, HI suddivisione, compagnia di Viterbo, tenenza di Civita Castellano, brigata di Soriano, n. 181, 7 dicembre 1867, busta, 213. Nel rapporto sulla Borni la polizia pontificia faceva insinuazioni sulla sua condotta morale, conforme ad una costante implicazione per le donne compromesse in politica, invero assai poche.
") Polizia provinciale di Viterbo, prot. ri., posizione 136, busto 212.
7) V., per esempio. Governo di Acquapendente, n. 261, 3 aprile 1868, posizione 824, buste 223.