Rassegna storica del Risorgimento

EGITTO STORIA 1882; GIORNALI ITALIA 1882
anno <1970>   pagina <257>
immagine non disponibile

LA CRISI EGIZIANA DEL 1882 NEL GIUDIZIO DELLA STAMPA DELL'EPOCA
La crisi egiziana del 1882 provocò vivaci ripercussioni nell'opinione pub­blica Italiana, che, proprio in quegli anni, si slava riprendendo da una sorta di apatia e di indifferenza politica , in cui si era lasciata andare dopo il 1870 e che provocava le proteste indignate di nomini come Carducci e Rica-soli. '' Occupò per più di due mesi le prime pagine dei giornali, che in essa ebbero uno stimolo per prendere posizione sia nei confronti dell'azione delle Potenze europee sia nei confronti dell'atteggiamento tenuto dall'Italia, con particolare riferimento alla questione se questa dovesse o no intervenire attiva­mente nella situazione interna dell'Egitto. Ciò comportò un riesame dei motivi ideologici che erano alla base delle scelte politiche concrete, vuoi interne, vuoi internazionali. Così, attraverso gli organi di stampa dell'epoca, il lettore, al di là del fatto contingente, si trova di fronte ad una panoramica, sufficientemente articolata e completa, degli orientamenti dell'opinione pubblica italiana.
Il trasformismo, sorto come tecnica parlamentare, in breve volger di tempo, divenne costume politico di larghi strati dell'intera Nazione. Fece cadere gli steccati ed appiatti il dibattito politico tra i partiti di tradizione costituzionale, in favore di nn appoggio o incondizionato o critico ai vari gabinetti Depretis. Le divergenze, vivaci rispetto a questioni secondarie, si facevano sfumate ed impercettibili nelle circostanze di maggior peso. A volte, si riducevano a residui verbali di reali contrasti di un passato ancora recente. Si aveva di conseguenza una larga convergenza di posizioni politiche tra organi di stampa provenienti da matrici ideologiche differenti. Al punto che una classificazione dei giornali del 1882 in conservatori, moderati, liberali e progressisti si rivela del tutto inadeguata.
Sussistevano le denominazioni tradizionali; ~) ma non rispecchiavano più la effettiva realtà delle cose. Giornali quali L'Opinione, La Riforma ed II Popolo Romano, per fare solo qualche esempio, pur avendo alle spalle tradizioni ben individuabili, non si incanalavano più in un settore determinato.
Con tutti i limiti della genericità, oggi, la divisione più valida sembra quella che distingue ì giornali favorevoli dagli oppositori del governo, che in pratica, poi, erano quelli favorevoli o contrari al nuovo Stato italiano, quale si era realizzato attraverso il processo risorgimentale. L'opinione pubblica italiana, intorno al 1882, ha superato gli schemi dei partiti tradizionali e si è ancorata su due posizioni: da una parte chi accetta e dall'altra chi rifiuta la nuova realtà dell'Italia unita, liberale e monarchica. Non siamo di fronte, però, ad un feno­meno di bipartitismo, che nell'opposizione si trovano insieme due settori tra loro tanto diversi per ideologia e per fini, quali i cattolici e l'estrema radicale e repubblicana.
L'opposizione cattolica è fondamentalmente moralistica: la polemica poli-
1) F. CTTABOD, Storia, detta, politica estera iuilumtt dal 170 al 1896, Bari, 1965, voi. II, p. 58 e sgg.
2) L'Epoca chiama di frequente moderati VOptnione, Il Popolo Ro~ mano e La Rassegna.
11