Rassegna storica del Risorgimento

EGITTO STORIA 1882; GIORNALI ITALIA 1882
anno <1970>   pagina <276>
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Carlo Verducci
silenzio del governo favorisce il diffondersi di una ridda di voci. Ad ogni modo, finché la Francia e l'Inghilterra non hanno ancora fatto ufficialmente l'invito aIl'Iialiu di partecipare alla spedizione > questa ha tempo di riflettere a ciò che meglio le convenga fare .J ' Tanto più che. siccome l'A ustria e la Germa­nia ... lasciano libertà di azione alle Potenze occidentali di lare quel che credono in Egitto, sotto la propria responsabilità è facile concludere essere la questione egiziana riconosciuta una di quelle questioni, nelle quali il concerto europeo non si crede impegnato e per le quali non è stato fatto . In queste condi­zioni, il problema del l'in ter vento cambia prospettiva e noi... prima di rifiutare ci penseremmo due volte >. Che se, poi, si crede più opportuno non intervenire lo si deve dire chiaramente, ponendo fine, una buona volta, olle tergiversazioni. Il Mancini, da tempo, va dichiarando che l'Italia ha interessi da difendere sulle sponde del Nilo, ma li affida alla discrezione delle Potenze ed attende le decisioni della Conferenza. Di per sé invece la questione è chiara. L'Italia o ammette che non ha interessi da difendere; o dice che ne ha e, datane l'occasione, li difende.-' Il giornale avrebbe preferito che l'Italia si gettasse nell'affare; ma sarebbe stato ugualmente soddisfatto, qualora il ministero avesse adottato una condotta seria, dignitosa, corretto, riservata, come hanno fatto l'Austria* Ungheria e la Germania. Non può però nascondere il proprio disappunto di fronte all'azione di un governo che non si è vergognato di mettere tutto il mondo a rumore e poi non ha saputo fare una scelta libera e dignitosa.3)
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Esaurita l'analisi, per quanto sommaria, dell'opposizione, resta il settore di opinione pubblica favorevole al ministero, che si articola attraverso una vasta gamma di atteggiamenti, da quelli moderati conservatori dell'Opinione e della Nuova Antologia a quelli radicali del Secolo di Milano,') passando at­traverso la Rassegna, il Popolo Romano, il Diritto, la Libertà, il Messaggero, YEpoca di Genova ed il Roma di Napoli. A questi, sono da aggiungere il Cor~ riere di Catania, la Gazzetta Piemontese, la Rivista Italiana di Palermo, VOrdine di Ancona ed altri ancora, di maggiore o minore importanza.
Il trasformismo ha avvicinato giornali di tradizioni chiaramente differenti, che negli anni cruciali del Risorgimento hanno lottato per uno stesso fine, ma da due sponde diverse: auspicando una soluzione diplomatica, gli nni; favo* rendo le occasioni di un rivolgimento rivoluzionario, gli altri. Questo non vuol dire che tutte le divergenze siano scomparse. L'accettazione della politica per* sonale del Depretis, in circostanze delicate, quale è quella egiziana, favorisce il superamento delle barriere ideologiche ed attenua le anc Intasature tradizio*
-) La Gazzetta d'Italia, 25 luglio
2) La Gazzetta d'Italia, 25 luglio.
4) La Gazzetta d'Italia, 30 luglio.
-) Por la collocazione politica del Secolo, è illuminarne quanto si legge ne / Periodici di Milano dL, p. IL Ero propria del Secolo quella opposizione costitu­zionale che caratterizzava uno frazione della democrazia post.unitnrin, e precisamente quella frazione che cercava di recuperare alla sua nuova posiziono trasformista coloro i quali erano usciti dal medesimo ceppo azionuUico, ma te iw erano poi allontanati ponendo pregiudiziali istituzionali o istanze sociali troppo ardite