Rassegna storica del Risorgimento

EGITTO STORIA 1882; GIORNALI ITALIA 1882
anno <1970>   pagina <277>
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Ltt crisi egiziana del 1882
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nali. Le quali, ad ogni modo, sono presenti nell'impostazione stessa dei problemi e ritornano in primo piano rispetto a questioni marginali. Di conseguenza. Io schieramento ministeriale è una realtà notevolmente complessa, che conserva, non del tutto amalgamate, caratteristiche o moderate o radicali; oppure, presso alcuni settori, si apre olle suggestioni ài grandezza e di potenza, che proven­gono dalla Germania di Bismarck.
Un primo punto di disaccordo e dato dall'idea di nazionalità. L'Opinione e la Nuova Antologia, che fungono quasi da anello di congiunzione tra la stam­pa dell'opposizione conservatrice e quella filoministeriale. sono contrarie al moto nazionale che si sta sviluppando in Egitto e che ha in Arabi Pascià la figura più rappresentativa.l) Questi, nonostante sia considerato un eroe nazionale da gran parte dei patrioti e perfino da molti europei, legalmente è solo un ri­belle. *) È un grave errore, in cui molti cadono, quello di dar esca alla ribellione. Per rimettere le cose a posto, in Egitto, occorre un governo forte ed energico capace di garantire l'ordine e di tenere a freno i fanatici mussulmani. À questo scopo, è necessario porre fine all'anarchia che regna nel Paese, attraverso una azione decisa o di tutte le Potenze3' o della sola Turchia, purché accetti di essere IV esecutrice della volontà degli Stati europei . " Per i due giornali, qualunque esplosione rivoluzionaria è una conseguenza ed una manifestazione del disordine interno di uno Stato. In relazione agli avvenimenti egiziani poi, si preoccupano delle eventuali incidenze negative sulla vita politica interna dell'Italia. La quale deve farsi perdonare di essere stata, per molti anni, ele­mento di disordine in Europa; deve far dimenticare, quasi fosse una macchia, di essere giunta all'unità attraverso turbinosi sconvolgimenti, divenendo la garante dell'ordine e dello statu quo internazionale. Per questo, occorre anzi­tutto che siano sicuri e stabili gli ordinamenti interni. Noi dobbiamo ispirare fiducia, mantenendo il rispetto delle istituzioni e mostrando che il potere sta nel governo, non nella piazza.5
Fatta eccezione per il Popolo Romano, la cui posizione non è molto chiara,Gl tutti gli altri giornali qui considerati come favorevoli al ministero, dalla Rassegna
1) L'Opinione, 30 giugno; la Nuova Antologia, 1 luglio. La posizione dei due giornali a questo riguardo è analoga a quella degli organi conservatori.
2) La Nuova Antologia, 1S luglio. S) L'Opinione, 15 giugno.
*) L'Opinione, 5 giugno. Vero è che il giornale scrive, il 17 giugno, essere la Conferenza di Costantinopoli l'unica soluzione che possa porre termine all'anarchia ; ma io primo luogo, la frase è troppo isolata per poter influire in modo determinante sull'imposiazione del giornale; ed, in secondo luogo, è probabile che la Conferenza aia vista come preferibile, pur di evitare un'azione isolata franco-inglese.
0) La Nuova Antologia, l" luglio.
e) L'organo ministeriale dichiara di essere favorevole all'indipendenza egiziana, solo crede che si debba procedere gradualmente nella liberazione delle istitu­zioni e che si debba assicurare il libero esercizio del potere dalle seduzioni militari o dalle ambizioni sfrenate di un notabile odino colonnello (4 luglio)*
L'allusione ad Arabi diventa esplicita alcuni giorni più tardi, quando scrive di non aver mai approvato né la politica né il contegno del colonnello e del ministro ribelle > (9 luglio), perché Arabi ed i suoi seguaci si camuffano a partito nazionale, ma in realtà sono predoni e fanatici che hanno portato l'Egitto alla rovina (20 luglio). Nulla l'Egitto ha di simile alle condizioni degli Stati italiani nel 1859 e 1860 (19 luglio).