Rassegna storica del Risorgimento

EGITTO STORIA 1882; GIORNALI ITALIA 1882
anno <1970>   pagina <281>
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La crisi e giti una del 1882 281
aggressiva . W Era il Ori spi ed erano gli uomini che facevano capo alla Riforma, i quali, fin dal 1870, avevano optalo per una politica realistica, che si proponesse, quali fini primari, grandezza, potenza e dignità nazionale . Una grandezza concepita come affermazione di forza militare, sul metro di quella prussiana. Ed ora, nel 1882, quello Btesso gruppo esorta il governo a saper adeguatamente utilizzare ai suoi fini le fortunate combinazioni che gli si presentano sul piano internazionale; a tenersi pronto per far fronte all'evolversi degli avvenimenti. -' Auspica inoltre che l'Italia non chini ancora una volta la fronte davanti alla nuova azione arbitraria della Francia e dell'Inghilterra .:n ma manifesti, una buona volta, anche da sola se è necessario, la sua volontà col fermo proponi­mento di vederla rispettata ad ogni costo .4 >
Sta dunque prendendo piede, in strati sempre più vasti dell'opinione pub­blica, una suggestione nazionalistica che, per quanto si richiami agli ideali di libertà e di indipendenza che hanno ispirato il Risorgimento,, sta assumendo ormai le caratteristiche del nazionalismo imperialista dei primi decenni del XX secolo. Detta suggestione male si concilia con la moderazione e la ponde­ratezza di quanti o sono paghi della raggiunta unità e solo si preoccupano di ren­derla stabile o conservano ancora vivi gli ideali del primo Risorgimento. Sono queste il giudizio sul moto di indipendenza egiziana e la visione della funzione dell'Italia nello scacchiere europeo le differenze principali che rendono complesso ed articolato il settore di opinione pubblica favorevole al ministero Depretis. Per il resto, è concorde nella condanna del comportamento anglo-francese; vede di buon grado seppure con prospettive diverse l'al­leanza dell'Italia con le potenze continentali; soprattutto, è solidale con il go­verno, quando questo decide di non intervenire in Egitto.0)
È difficile dire fino a che punto, nella stampa favorevole al ministero ma il discorso è valido, rovesciato, anche per la stampa d'opposizione la scelta partitica, cioè l'appoggio al gabinetto Depretis, condizioni il giudizio su* gli avvenimenti internazionali; o fino a che punto i giudizi su questi ultimi favoriscano quella. Ad ogni modo, è certo che l'appoggio al ministero serve per far rientrare tutti nei quadri, nei momenti più delicati.
L'avversione alla politica delle potenze occidentali è unanime. Gli anglo-francesi sono accusati di aver perseguito una politica imprevidente e colonia­lista. Volendo il predominio esclusivo nella vita economica e politica del­l'Egitto , si son fatti prendere la mano dall'eccessiva precipitazione, ed ora cercano di tenere in pugno la situazione, che sta sfuggendo al loro controllo. Eppure, la colpa di ciò che accade in Egitto è tutta loro. Per troppo tempo le sanguisughe europee hanno dissanguato il Paese , "' cosi ora gli indigeni guar­dano a francesi e ad inglesi come ad usurai e sfruttatori.T) Quale reazione allo
*) DENIS MACK SMITH, Storia d'Italia 1861-1958, Bari, 1967, voi. I, p. 188 sgg.
2) La Riforma, 27 giugno.
3) La Riforma, 7 luglio.
*) La Riforma, 23 loglio. È facile cogliere la convergenza di motivi e di aspi­razioni tra questa forza progressista od ì settori conservatori che si esprimono attra­verso la Perseverali!, la Gazzetta d'Italia ed 0 FanfuUa,
) Le relative citazioni si troveranno più avanti.
) Corriere di Catania, 21 giugno.
7) // Secolo, 10-11 luglio.