Rassegna storica del Risorgimento
BONI CLORINDA
anno
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1970
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pagina
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288
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t MUSEI* ARCHIVI E BIBLIOTECHE
H STORIA DI UNA BAMBINA ROMANA BH
Si chiamava Clorinda Boni. Era nata a Roma nel 1860, più di cento anni fa e viveva con la zia perché la sua mamma era morta quando lei aveva solo due anni. Era molto bella: lunghi capelli castani e grandi occhi neri.
Al tempo della nostra storia la bambina aveva dieci anni. Si era quindi nel 1870. l'anno in cui i soldati italiani* aperta una breccia nel muro presso Porta Pia, entrarono a Roma, accolti trionfalmente dalla popolazione. Con quella breccia finalmente si poteva dire l'Italia veramente unita e realizzare il sogno di Roma Capitale. Sul luogo ove fu aperta la breccia una lapide ora sta a ricordare il glorioso evento, di cui noi oggi celebriamo il centenario.
Che festa in quel 20 Settembre 1870! Da tutti i balconi, dalle finestre sventolavano bandiere bianche rosse e verdi, bandiere d'Italia.
La nostra bimba era povera e non aveva una bandiera da mettere al balcone. Stava li a vedere la gente passare che gridava: Viva l'Italia e tutti avevano un tricolore di qualche specie; lei sola non aveva niente.
Ad un tratto però udì un venditore ambulante gridare: Compratevi i na-Btrini tricolori, viva l'Italia ! . Non volle altro. In un salto fu dalla zia e le chiese di comprarle un nastrino tricolore; costava poco, un baiocco. Avuto il consenso, la bimba scese di corsa le scale e tornò raggiante col nastrino in mano! La zia glielo appuntò sul vestito,
sul petto, a manca, dove batte il core .
Era felice, le pareva d'aver partecipato anche lei alla presa di Roma, alla grande vittoria!
Il nastrino rimase tutto il giorno appuntato sul vestitino. A sera, però, la bimba lo tolse e lo ripose in una scatolina per rimetterselo l'anno dopo per la festa del primo anniversario della presa di Roma. E così fece ogni anno. Per le strade c'erano cortei con bandiere e la bambina portava il nastrino perché esso significava la Patria unita!
Per quanti anni lo fece? Per tutti gli anni della sua lunga vita. Quando si levò il nastrino l'ulti ma volta, nel 1957, citiamo a sé la figlia maggiore e le disse: Forse non arriverò a mettermelo un altr'anno. 1 miei novantasette anni sono tanti. Non ho ricchezze né gioielli da lasciarli, ma ti lascio questo nastrino che vide entrare ì bersaglieri a Roma; esso vale più di ricchezze e gioielli perché e il simbolo dell'amor patrio che ho sempre avuto e che avete anche voi, figli miei. Te lo affido, conservalo con cura, non lo perdere .
Due mesi dopo Clorinda morì; ma non è morto il segno tangibile del suo ardente amor patrio.
Conservato per tanti anni con amore e devozione, rumile, povero nastrino che l'aveva accompagnata per quasi un secolo, vive ora vicini alle gloriose bari-