Rassegna storica del Risorgimento

BONI CLORINDA
anno <1970>   pagina <292>
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292 Libri e periodici
simo, e puramente giurisdizionale, della rivendica, in demanio dei feudi devoluti per estinzione al real patrimonio l
La controversia gesuitica, infatti, ingrandisce rapidamente per assumere un ruolo di protagonista nella tematica politica del carteggia. Tanucci, in una lettera fonda-mentale dell'I 1 agosto 1767, esclude per Napoli, nella strategia da seguire per la sop­pressione e l'espulsione della Compagnia, cosi il metodo iberico, troppo crudamente politico, come quello francese, troppo artificiosamente religioso, riesumando bril­lantemente la vecchia impostazione economica dei primi anni del viceregno austriaco, ai tempi della disputa beneficiaria tra papa Albani e l'imperatore Giuseppe.
Fidando nella corte di Vienna e nella nuova regina scrive dispettosamente, il 12 gennaio 1768, a proposito degli ormai espulsi ma sempre turbolenti e preoccu­panti gesuiti, il Tanucci, che si piega assai di malanimo all'entente con l'Austria, diffida della curiosità intrigante di Giuseppe e di Leopoldo, teme la bigotteria inva­dente di Maria Carolina. S'instauri dunque, per proseguire concretamente nella via tracciata con hi pratica laicizzazione degù' studi, un collegio alla iN iniziateli a per l'educazione della nobiltà evitandone l'esodo a Roma (26 gennaio), sì rinvigoriscano sistematicamente le chiese nazionali (9 febbraio: Non è cosa che faccia a Roma pia paura dell'ordine episcopale. È ingrandita col deprimerlo ).
Ma un ostacolo assai maggiore del previsto si delinea rapidamente per Tanucci attraverso l'infingardaggine e la superficialità di Ferdinando : Più di quattro milioni di persone - scrive gravemente il 28 giugno aspetta e guarda, obbedisce, paga, perché spera nel re il sostegno, la difesa dalle oppressioni dei potenti, e perderebbe tale speranza quando vedesse il re tanto affratellarsi alla nobiltà,: e ciò tanto più in quanto (è un'osservazione penetrantissima del 6 dicembre) in capo e in cuor della regina sta la libertà infinita .
La coppia regale, in poche parole, comincia a distendere la sua ombra paraliz­zante e corruttrice anche su ciò che, con l'espulsione dei gesuiti, poteva apparire come l'acme e il suggello della politica riformistica del Tanucci.
II quale Tanucci, per parte sua, pavido e irritato per l'ostinata resistenza dei ribelli di Corsica alla conquista francese e per l'insorgere della canaglia greca contro Venezia e i Turchi, che offre il destro a Pietroburgo per un'intrusione nel Mediterraneo tutraltro che desiderata, vede rapidamente alterarsi e sfaldarsi anche i temperati schemi dell'equilibrio internazionale a lui tanto caro, con quell'imperatore che si atteggia a filosofo militare , col duca d'AiguilIon intrigante gesuita che prende rovinosamente il posto del prudente a sagace Gioisca! (Alla Francia spero scrive acutamente il Nostro il 9 loglio 1771 che la divina Provvidenza abbia a restituire la tranquillità, e che qualche anima buona dia finalmente il più innocente metodo d'eriger le rendite regie con liberar quella monarchia dai pessimi fermi eri ).
La stessa espulsione dei gesuiti questi nemici comuni del genere umano si rivela ben presto per quello che e, un colpo di spugna radicalissimo ni di sotto del quale, più che mai nel Mezzogiorno, non rimane che il vuoto.
La nobiltà provinciale e la truppa - scrive sconsolatamente Tanucci il 26 maggio 1772 non abbozzando nemmeno un tentativo di rimedio - - è convertita per li collegi fondati nelle provinole, nel quali gratuitamente si alimentano i loro figli e ai istruiscono. Resimi però tuttavia sparsi per le provincia li preti, che hanno studiato le dottrine gesuitiche, restati li francescani e li teatini, che professano le stesse dot­trine, return li vescovi papalini, che vengono da Roma infetti dalle medesime. Si ha la sensazione, insomma, dì una presenza sociale ancora larghissima, assai difficil­mente sradicarle, o ciò proprio mentre (21 luglio 1772) l'antico fermento della propaganda asburgico del primo Settecento riprende vigore all'ombra inflnentissima di una regina austriaca, a ciò dopo quarant'anni di regno indipendente, e malgrado una delle esperienze riformistiche di governo nifi importanti d'Europa.
Magra consolazione dinanzi all'addensa rat di nubi cosi gravose è ti constatare che il papa, il pio e degno Gangtinelli, certamente conosce la mala cosa che son per tutto il cristianesimo 11 gesuiti (20 aprile 1773) al da indursi all'estinzione dell'ordine,