Rassegna storica del Risorgimento

BONI CLORINDA
anno <1970>   pagina <293>
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Libri e periodici
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L'insolenza, la rapacità* il disprezzo delle cose umane e divine che inonda ora il Settentrione con vergogna del cristianesimo (4 maggio 1778), quest'apocalissi d'immoralità che Federico e Giuseppe e Caterina sollevano sulle fondamenta delle letture filosofiche, tutto ciò appare infinitamente più allarmante di quanto possa risai* tare benefica la soppressione della Compagnia sicché, apoteosi di tutta una pluride­cennale impostazione di governo, quest'ultima diventa non più che un episodio tra­scurabile rispetto alla spartizione della Polonia. E le violentissime vicende palermitane del settembre 1773 contro il viceré marchese Fogiiani contribuiscono anche sul campo della politica interna e gettare un'ombra di disagio, un'atmosfera di malessere, su un anno che l'estinzione dei gesuiti avrebbe dovuto rendere per tutt'altro motivo memo­rabile e glorioso.
Un conclave pieno di terziari, un'imperatrice vacillante, un imperatore più prussiano che Borbone, Torino pronto ad ogni vento di fatto suo : questo il ritratto della penisola sullo scorcio del 1774 che Tanucci si sente di dover delineare in una lettera dell'll ottobre: e non si tratta certo d'un bilancio positivo.
D regno di Napoli, che era parso per un periodo di tempo non breve all'avan­guardia del riformismo italiano, toma a racchiudersi timidamente tra l'acqua santa e l'acqua salsa (ma su questo secondo versante col tradizionale eccesso di circospe­zione: si veda hi lettera 1 agosto 1775 che esclude assolutamente persino l'ipotesi d'un trattato di commercio con la Russia): Il mondo si è molto corrotto scrive il 21 novembre successivo il Tanucci, che stenta addirittura a riconoscerlo . La Francia coccia ora infiniti libercoli sediziosi come l'Inghilterra soleva : questa gioventù oziosa li legge e se ne imbeve. Lo scopo che mostrano è professare di scrivere contro il de-spotismo e in difesa delle leggi fondamentali dello slato .
A questo punto, mentre nella primavera 1776 cresce l'allarme per il pericolo nuo­vissimo della cospirazione massonica, è evidente che Tanucci, impegnato a Roma in un'ennesima disputa giurisdizionale, non ha più nulla do dire ui suoi contemporanei.
La sua caduta improvvisa e clamorosa è certamente frutto delle beghe della camarilla reazionaria di Maria Carolino: ma è anche la violenza msramaldesca con­tro un sopravvissuto.
RAFFAELE COLAPIETRA
BABEUF, // Tribuno del Popolo, Raccolta di scrini presentata da CLAUDE MAZA trote; Roma, Editori Riuniti, 1969, in 8", pp. 229. L. 900.
Nell'attesa che veda la luce la raccolta e l'inventario degli scritti di Babeuf, a cui una équipe di storici da tempo lavora sotto la direzione di Armando Saittn, Albert Soboul e V. M. Dalin, molto utile ed opportuna è stata l'iniziativa dì Claude Mazau-rie di raccogliere in un agile volume alcune fra le più significative ed interessanti pagine del Tribuno.
-L'A. 'eli presenta il babonvismo come la prima manifestazione di un comunismo di partito* se Babeuf è SI più attivo dei comunisti dell'anno IV, il babonvismo, come movimento politico e dottrina sociale, è un opera collettivo. La Congiura dogli Eguali rappresenta la prima affermazione nella stori u di un partito organizzato e disoi-plinsto il cui compito non si arrestava ni successo dell'insurrezione, ma prevedeva una dittatura provvisoria rivoluzionaria concepita come mezzo di coercizione o di educa­zione delle umHte per preparare hi istituzione di una comunità di eguali.
Il ha bou virimi, infatti, non peri con Babeuf; anche se t congiurati non raggiunsero il loro obiettivo finale, la breve esistenza della loro organizzazione lasciò una im­pronta -"I socialismo internazionale. La London Corresponding Society ristampi i do­cumenti bfboffvfsti ed i Cartisti britannici tradussero e pubblicarono la Conapiràtìon del Buonarroti. Attraverso la Lega dei Giusti, sorta a Parigi, le idee sociali babonviste penetrarono nella Lega dei Comunisti. Lo stesso Marx, pur vedendo net boboavisti dsti materialisti rozzi e incolti, fu al tempo stesso impressionato dalla loro tattico e dalla loro- organizzazione. In quanto cospiratori! essi crearono una organizzazione