Rassegna storica del Risorgimento
BONI CLORINDA
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Libri e periodici
rivoluzionaria che servi da modello ai futuri partiti rivoluzionari e clandestini. Grazie al bahouvismo, teorico e pratico, la Rivoluzione francese si congiunge, attraverso 1 XIX secolo, alla lotta dei bolscevichi contro il regime zarista ed alla grande rivoluzione socialista del XX secolo.
Un notevole strumento per la conoscenza del pensiero del giovane Babeuf è la corrispondenza, pressoché regolare, che il Tribuno tenne con Dubois de Fosseaux, segretario permanente dell"Accademia di Arras.
probabile che senza questo gentiluomo di campagna, che si interessava a tutto, che gli inviava delle lettere estremamente incoraggianti, che gli procurava gli scritti più disparati, bersagliandolo di informazioni e problemi, Babeuf sarebbe rimasto in uno stato di inferiorità spirituale. L'Accademia di Arras fu per Babeuf la sua università, così come la campagna piccarda il suo laboratorio di esperienze.
TI problema della proprietà e della sua influenza sui rapporti sociali occupa un posto di primo piano nella riflessione del Tribuno.
Agli inizi del 1786, dieci anni prima della Congiura, Babeuf poneva il problema non solo della ripartizione, ma anche della produzione, prendendo nettamente posizione per la coltivazione collettiva e non individuale delle terre. Questa idea di Babeuf sorprendente in un secolo di trionfante individualismo, presenta un interesse notevolissimo ed ha dato luogo ad una vivace polemica. Gli studiosi vi trovano delle zone di ombra e si chiedono se anche in seguito Babeuf vi rimase fedele. Dalin, a cui spetta il merito di avere rivelato il documento sostiene che Babeuf non ne parlasse più per motivi di saggia prudenza. Per Mazauric, al contrario, si tratterebbe di una semplice meditazione speculativa su un problema che interessava Babeuf assai da vicino.
Le due lettere scritte da Babeuf nell'agosto e nel settembre del 1791 a Jacques Coupé (il curato di campagna che egli sostenne nella campagna elettorale del 1791) ci mostrano quale fosse in quel momento la sua dottrina sociale e politica: revisione della costituzione del 1791 intesa a garantire l'iniziativa popolare, referendum, controllo del popolo sull'Assemblea, istruzione gratuita e lavoro per tutti, ammissione di tutti i cittadini nella Guardia Nazionale, democraticizzazione dell'esercito. Babeuf respingeva cosi ogni palliativo. Il vero obiettivo della rivoluzione doveva essere l'eguaglianza senza menzogna .
Nel settembre del 1792 egli è eletto amministratore del dipartimento della Somma. Qui si colloca un incidente sul quale tutta la luce non è stata ancora fatta. Babeuf fu accusato di avere commesso un falso in scrittura pubblica. Ciò offre ai suoi nemici l'opportunità di sbarazzarsi di un terribile avversario: destituito e condannato Babeuf fugge a Parigi. Gli storici si sono provati a fissare la poetata di questa frode; i partigiani di Babeuf per lavare questa supposizione ingiuriosa, i suoi avversari per dimostrarla. Fu un atto di compiacenza, un atto di concussione, una debolezza? Paul Janet ed Alfred Espinas non si pronunciano, Gabriel Deville parla di inavvertenza. Maurice Dommanget sostiene la sua colpevolezza: un vecchio commissario terriero non poteva ignorare il carattere di questa falsificazione. Mazauric ritiene che Babeuf si fece cogliere in fallo come un bambino, agendo con molta ingenuità.
IL 9 Termidoro, Robespierre ed i suoi compagni del Comitato di Salute Pubblica sono ghigliottinati. Agli occhi dei contemporanei la caduta dell'Incorruttibile non rappresentò quello che, come oggi sappiamo, fu realmente. Preso dall'euforia che conquistava borghesi e proletari, Babeuf diventa un vero termidoriano. Il significato reazionario della caduta del robespierrfsmo gli sfuggiva. In seguito, illuminato dagli eventi, riconosce nel robespierrismo la corrente la più profondu, la più geniale, la pia efficacemente pi bea della Rivoluzione. Questo ritorno al robespierrismo nei babonvisti era sincero e profondo. Non fu per un puro calcolo politico, come sostiene il Guerin, che essi Incensarono la memoria di Robespierre. Se la passionalità politica portava Babeuf ad una sopravvalutazione del Terrore sul terreno sociale ed a una configurazione quasi mitica di colui ohe Io incarnava, vi furono delle ragioni profondamento sentito e meditate per le quali II Tribuno si richiamò all'esperienza dell'anno II ed alla figura dell'Incorruttibile. Si e parlato a lungo di autocritica di Babeuf: