Rassegna storica del Risorgimento
BONI CLORINDA
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1970
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pagina
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295
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IÀbri e periodici
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il termine è esatto e l'esperienza di Babeuf rimane una incomparabile lezione di saggezza politica.
Le lettere scritte da Baheuf nel carcere di Baudets ad Arras* Bono indispensabili per capire il senso e la portata del pensiero del Tribuno alla vigilia della Congiara. Esse rivelano un deciso orientamento romanista ed una buona conoscenza non solo dei tradizionali argomenli addotti dagli utopisti del 700 contro il lusso ed il commercio, ma una originale concezione che trascende quegli argomenti in una visione moderna, ottocentesca, della realtà economico-sociale.
Il pensiero politico di Babeuf, così intensamente sollecitato dalle conrase aspirazioni dei contadini piccardi prima, e dagli eventi della Rivoluzione dopo, è par nel suo andamento travagliato e contrastato un graduale avvicinarsi ad esplicite concezioni comuniste, le quali non sono frutto di improvvisazione, ma la conclusione logica del suo pensiero.
Merito di Claude Mazauric è di averci presentato, accanto al Babeuf rivoluzionario ed agitatore, un Babeuf familiare, attento alle cose della sua provincia ed interessato alla vita dei contadini, preoccupato dell'educazione da impartire ai figli, sconvolto per la morte della figlioletta. Quanto interesse mi ispira questo soggetto (i bambini).... appena maggiorenne mi vedo padre di due di questi incantevoli esseri limo di quattro anni, di sesso femminile, e l'altro di quindici mesi, di sesso contrario. Perdonate, Signore, se cedendo alla inclinazione del mio animo entro in particolari che potrebbero essere minuziosi... (Lettera a Dubois de Fosseaux, 13 dicembre 1786). L'educazione, problema veramente centrale per una rigenerazione in senso egualitario della società, è per Babeuf fonte di liberazione umana e mezzo di emancipazione sociale perché come l'ignoranza ha permesso la nascita del feudalesimo, cosi il recupero dei lumi potrà da solo riabilitare l'nomo nello stato onorevole che gli è proprio. (Cadasire perpetuel).
Babeuf afferma la necessità di edificare un nuovo assetto sociale che rovesciando i privilegi e le vecchie istituzioni sgomberi il campo per una educazione improntata ai nuovi ideali. Così il problema della educazione si converte in quello più ampio di formare una coscienza politica facendone il seminario delle istituzioni comuniste. Le ultime tre lettere scritte da Babeuf ed indirizzate al figlio, alla moglie ed all'amico Leplelier, che Mazauric pone ad epilogo della antologia, mostrano il Tribuno dirigere l'educazione intellettuale del figlio Emilio e dare, dal bolo della sua prigione, conforto materiale e spirituale alla moglie. Estrema e sincera testimonianza del suo ideale di buon padre e buono sposo, così come di buon patriota. Raccomanderei a mia moglie di guidare i suoi figli con molta dolcezza, e raccomanderei ai miei figli dì meritare la bontà della loro madre... È proprio della famiglia di un martire della libertà offrire l'esempio di ogni virtù per attirarsi la stima e l'affetto di tatti gli uomini onesti (Ultima lettera di Babeuf alla famiglia).
Completa la raccolta una interessante cronologia comparata che aiuta il lettore a confrontare lo svolgersi parallelo dei grandi eventi della Rivoluzione con il pensiero e l'azione del Tribuno.
Troppo essenziale e stringata ci è apparsa la bibliografia cbe, limitandosi ai classici del babonvismo, trascara le numerose opere su Babeuf ed il suo movimento apparse in questi ultimi anni a testimonianza del rinnovato interesse per il più vecchio dei comunisti moderni,
GIUSEPPE MANCANO
GIUSTINO FII.H*PONB, Le relazioni tra lo Stata pontificio e la Francia rivoluzionaria -Storia diplomatica del Trattata di Tolentino parte II; Milano, Giuffré, 1967, in 8, pp. 726. L. 6.000.
Quest'opera di fondamentale importanza per la storia dell'epoca napoleonica in Italia, fa parte dì una serie di stadi storico-politici della Facoltà di Scienze Politiche di}ii!tU ni versi tà di Roma e si può considerare a sé stante non avendo la I parte (venuta alla luce pochi anni prima) affrontato il nocciolo della questione.