Rassegna storica del Risorgimento
BONI CLORINDA
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1970
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Libri B periodici
capitale il card. Matte!. Nel frattempo c'era stato il congresso di Modena e si era reclutata per la prima volta una forza armata italiana.
Il Comandante dell'Armata d'Italia si dichiarava sollecito nel rispetto dell'auto* rità spirituale del Papa, diversamente dal Direttorio, e si diceva favorevole ad una pacificazione generale. A proposito del Breve Pastorali sollecitudo e degli altri Brevi* si era sbagliato nel passato a voler imporre al Pontefice una ritrattazione: in quest'ambito quest'ultimo era sovrano. Questo lo si lasciò capire.
Roma dal canto suo non trascurava i contatti con le Potenze ed il card. Albani fu spedito a Vienna per colloqui e vi giunse il 10 novembre; il Tbogut fu piuttosto tiepido ed ambiguo, perché mostrò di non mettere da parte le vecchie idee giurisdizionali ti eh e.
Tuttavia inviò a Roma Colli e Bettolini, con altri ufficiali, allo scopo di riorganizzare il debole esercito pontificio anche se era chiaro che le operazioni militari decisive sarebbero state quelle in atto nel Nord Italia. I fatti d'arme di Rivoli del 14 gennaio 1797 e la sconfitta di Alvinczy e Wuermser, annullarono ogni speranza e lo scontro tra Francesi e Papalini sul fiume Senio del 2 febbraio si risolse in una disfatta completa per i secondi. Bonaparte occupò Ancona l'8 febbraio e continuò la sua politica della mano tesa pur non trascurando richieste a carattere finanziario che si collegavano a quanto già stabilito durante l'armistizio (.restavano da pagare 15 milioni) e sottolineando che le Legazioni, le Komagne, Urbino e Ancona non sarebbero più state restituite.
Si giunse così, sotto la minaccia costante delle armi, alla stipulazione del Trattato di pace di Tolentino che a differenza della precedente bozza di trattato non sottoscritta dal Papa, non conteneva imposizioni in campo dottrinale. Era il pomeriggio del 19 febbraio 1797. Napoleone, l'uomo che più tardi si vanterà con il de Pradt di essere stato (come italiano) più furbo dei membri italiani della Curia, aveva stravinto.
GIANFRANCO E. DE PAOLI
SHEI'AKD B. CLOUCH, SALVATORE SALADINO, A history of modem Italy; New York-Londra, Columbia University Press, 1968, in 8, pp. Xl-657. 12.50.
Numerosi sono stati in questi ultimi tempi i lavori pubblicati, in Italia e all'estero, con l'intento di illustrare e chiarire un periodo storico attraverso la presentazione di alcuni documenti opportunamente scelti. È evidente l'intenzione degli autori di lasciare al lettore la valutazione del periodo storico trattato - - per lo più questo tipo di lavori è rivolta al mondo studentesco al fine di meglio affinarne le capacità di giudizio.
È questo anche il caso del libro di Sbepard B. Clough e Salvatore Saladino, i quali si propongono di esporre, con tutta evidenza agli studenti delle Università americane, la history of modera Italy , a partire dalla metà del Settecento fino ai nostri giorni. Divisa in sette capitoli, l'opera non si limita ad una semplice successione di documenti, bensì è integrata, ove necessario per la continuità e la chiarezza dell'esposizione, da conunenti degli autori o da brani tratti da lavori fondamentali di storici quali Rosario Romeo e Franco Valsecelo, per citare solo due esempi illustri.
Il libro, che nel riportare testi italiani si avvale di traduzioni sempre assai aderenti all'originale, si segnala ulta nostra attenzione anche per la cura di cui è stato fatto oggetto dagli AA. affinché fosse maneggevole nella sua consultazione: i vari indici, l'appropriatezza delle note fanno sì che esso costituisca un utile strumento di lavoro per lo studente americano, che, ove lo desideri, trovo anche in undici pagine di bibliografia lo spunto per meglio approfondire i diversi aspetti della nostra storia.
ROMANO UGOLINI