Rassegna storica del Risorgimento

BONI CLORINDA
anno <1970>   pagina <298>
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Libri B periodici
capitale il card. Matte!. Nel frattempo c'era stato il congresso di Modena e si era reclutata per la prima volta una forza armata italiana.
Il Comandante dell'Armata d'Italia si dichiarava sollecito nel rispetto dell'auto* rità spirituale del Papa, diversamente dal Direttorio, e si diceva favorevole ad una pacificazione generale. A proposito del Breve Pastorali sollecitudo e degli altri Brevi* si era sbagliato nel passato a voler imporre al Pontefice una ritrattazione: in quest'ambito quest'ultimo era sovrano. Questo lo si lasciò capire.
Roma dal canto suo non trascurava i contatti con le Potenze ed il card. Albani fu spedito a Vienna per colloqui e vi giunse il 10 novembre; il Tbogut fu piuttosto tiepido ed ambiguo, perché mostrò di non mettere da parte le vecchie idee giurisdi­zionali ti eh e.
Tuttavia inviò a Roma Colli e Bettolini, con altri ufficiali, allo scopo di riorganizzare il debole esercito pontificio anche se era chiaro che le operazioni militari decisive sarebbero state quelle in atto nel Nord Italia. I fatti d'arme di Rivoli del 14 gennaio 1797 e la sconfitta di Alvinczy e Wuermser, annullarono ogni speranza e lo scontro tra Francesi e Papalini sul fiume Senio del 2 febbraio si risolse in una disfatta completa per i secondi. Bonaparte occupò Ancona l'8 febbraio e continuò la sua politica della mano tesa pur non trascurando richieste a carattere finanziario che si collegavano a quanto già stabilito durante l'armistizio (.restavano da pagare 15 milioni) e sottolineando che le Legazioni, le Komagne, Urbino e Ancona non sarebbero più state restituite.
Si giunse così, sotto la minaccia costante delle armi, alla stipulazione del Trat­tato di pace di Tolentino che a differenza della precedente bozza di trattato non sottoscritta dal Papa, non conteneva imposizioni in campo dottrinale. Era il pome­riggio del 19 febbraio 1797. Napoleone, l'uomo che più tardi si vanterà con il de Pradt di essere stato (come italiano) più furbo dei membri italiani della Curia, aveva stra­vinto.
GIANFRANCO E. DE PAOLI
SHEI'AKD B. CLOUCH, SALVATORE SALADINO, A history of modem Italy; New York-Londra, Columbia University Press, 1968, in 8, pp. Xl-657. 12.50.
Numerosi sono stati in questi ultimi tempi i lavori pubblicati, in Italia e al­l'estero, con l'intento di illustrare e chiarire un periodo storico attraverso la presenta­zione di alcuni documenti opportunamente scelti. È evidente l'intenzione degli autori di lasciare al lettore la valutazione del periodo storico trattato - - per lo più questo tipo di lavori è rivolta al mondo studentesco al fine di meglio affinarne le capacità di giudizio.
È questo anche il caso del libro di Sbepard B. Clough e Salvatore Saladino, i quali si propongono di esporre, con tutta evidenza agli studenti delle Università americane, la history of modera Italy , a partire dalla metà del Settecento fino ai nostri giorni. Divisa in sette capitoli, l'opera non si limita ad una semplice successione di docu­menti, bensì è integrata, ove necessario per la continuità e la chiarezza dell'esposizione, da conunenti degli autori o da brani tratti da lavori fondamentali di storici quali Ro­sario Romeo e Franco Valsecelo, per citare solo due esempi illustri.
Il libro, che nel riportare testi italiani si avvale di traduzioni sempre assai ade­renti all'originale, si segnala ulta nostra attenzione anche per la cura di cui è stato fatto oggetto dagli AA. affinché fosse maneggevole nella sua consultazione: i vari in­dici, l'appropriatezza delle note fanno sì che esso costituisca un utile strumento di la­voro per lo studente americano, che, ove lo desideri, trovo anche in undici pagine di bibliografia lo spunto per meglio approfondire i diversi aspetti della nostra storia.
ROMANO UGOLINI