Rassegna storica del Risorgimento
BONI CLORINDA
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1970
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Libri e periodici
aspetti dellii vita di un popolo, dal costume alla letteratura, alla lingua, allo stesso sostrato spirituale e psicologico che costituisce l'anima profonda della genie di un Paese.
Gli italiani, in parti colar modo i liguri, furono presenti nel Rio della Piata fin da quando la fine del dominio spagnolo apriva i porri a sudditi di ogni Paese; essi lasciarono tracce profonde, talvolta occulte ed inidentificabili, del loro passaggio e della loro presenza.
Basti pensare all'influenza che esercitarono sulla lingua letteraria e parlata, quale è studiala da detto studioso sui testi degli autori più rappresentativi, da Domingo F. Sarmiento a Miguel Cane (padre), da Esteban Errhcverria a Juan Bautista Alberti, da Francisco Javier de Acha a Juan Maria Guliérrez e u numerosi altri; basti pensare all'influenza che la lingua ed i dialetti italiani (particolarmente quello ligure) esercitarono sulla lingua parlata e sulla formazione delle varietà linguistiche rioplatensi.
Ma in modo particolare gli studi di F. E. Marciano e D. Orecchi sull'influenza della filosofia e di Luce Fabbri Crossarti sull'influenza della letteratura ci immettono nel complesso mondo culturale che fermenta, ricco di istanze e teso verso una conce zione unitario, negli anni che vanno dal 1810 al 1860 ed in particolar modo in quelli del terzo e quarto decennio del secolo in cui i Paesi rioplatensi, appena sorti all'indipendenza, vanno costituendo il tessuto giuridico e costituzionale della Nazione.
Pedro De Angelis, il ben noto studioso napoletano, alla cui fama ha nociuto e nuoce non poco l'essersi asservito alla tirannide del dittatore bonaerense Juan Manuel Rosas, esercita, fin dal 1829, una profonda influenza sulla cultura argentina, fa conoscere il pensiero di Vico, agita idee di progresso attraverso la stampa, dibatte problemi educativi, sia attraverso la scuola, sia attraverso le Commissioni per la revisione dei testi e dei melodi di insegnamento di cui fece parte. In quel periodo operano a Buenos Aires numerosi esuli politici italiani, fra cui l'astronomo Ottavio Fabrizio Mossoti! di Novara, il naturalista Carlo Ferraris, il fisico Pietro Carta Molina.
Il progetto di costituzione argentina di Juan Bautista Alberti era, come dichiarò lo scrittore e uomo politico Bartolomc Mitre, una brutta copia del progetto di costituzione per i cantoni svizzeri scritto nel 1832 dal famoso Rossi . In effetti non soltanto si fece sentire in quegli anni l'influenza di Pellegrino Rossi ma anche quella della maggior parte degli scrittori politici ed economisti italiani del '700 e dei primi, dell'odo, dal Romagnosi al Beccaria, dal Genovesi al Filangieri, dal Cuoco al Mazzini. Immette nella migliore comprensione di quest'ultimo pensatore la conoscenza degli scrittori romantici italiani e di altri la cui opera riveste un indubbio contenuto risorgimentale e politico: dal Foscolo delle Ultime lettere di Jacopo Ortis (che fu tradotto dall'argentino José Antonio Miralla) al Manzoni ben noto ai poeti della cosidetta Associacion de Mayo , fondata nel 1837. Questa associazione fu chiamata, anche e Joveu Generaeión argentina * cioè, in altri termini, era la Giovine Argentina che tendeva a rinnovare e migliorare la patria già costituita in unità ma contesa per lotte intestine.
Gli aderenti erano legati od un giuramento che era ricalcato su quello della Giovine Italia, come leggiamo nell'opera di Esteban Echeverria dal titolo *Ojeada retrospettiva sabre el movìmiùnto intelectuat en el Piata desile et uno '37 pubblicata nel 1846 a Montevideo dove l'autore era fuggito per sottrarsi alla tirannide resista.
La sera del 25 maggio 1837, in cui si riunirono una trentina di giovani per fon. dare l'associazione e la sera del 1*8 luglio in cui, fra la grande commozione dei presenti, fu Ietta la formula del giuramento, costituiscono date importanti per IH cultura e la politica rioplatense in quanto testimoniano che anche in quel Paese, nella difficoltà dei tempi, si manifestavo l'esigenza che il pensiero si unisse all'azione, elementi che costituiscono i due indirizzi fondamentali della dottrina politica mazziniana. Ed invero i giovani argentini che si raccolsero intorno al Rivadavia, al Guliérrez, elPEcJteverria appartengono quasi tutti alla < generazione dei proscritti , come mette in rilievo la Fabbri Cresimiti. Molti di essi, infatti, per sottrarsi alla tirannide di Rosas andarono