Rassegna storica del Risorgimento
BONI CLORINDA
anno
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1970
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pagina
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305
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Libri e periodici
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sione tuia zona agraria denominata pianura veronese inferiore, nella fascia di transizione tra la bassa veronese e il Polesine, posta tra l'Adige e il Po. Per il regime delle acque e l'impaludamento diffuso, per lo stato delle strade, il trasporto delle derrate ai mercati* la situazione demografica e le condizioni sociali la zona studiata risulta sufficientemente caratterizzata ed omogenea, anche se non mancano variazioni e squilibri da circondario a circondario; tanto che dalla distribuzione della popola* adone nei diversi comuni, dall'altissima percentuale di popolazione agricola (90-95 del totale), dall'insufficiente numero di persone dedite all'agricoltura, dallo stato delle abitazioni ecc. si desumono indirettamente le forme di conduzione dei terreni, i tipi di contratto in vigore nel primo Ottocento, i fatti emigratori interni, le condizioni sociali del mondo del contado, che sopporta il peso maggiore della < funzione s> produttiva ed insieme le contraddizioni evidenti tra una proprietà fondiaria estremamente polverizzata ed un'altra largamente estesa. Anzi proprio le pagine sulla distri-buzione della proprietà terriera (9.957 ditte catastali per una superficie di circa 47.000 ettari) offrono dati illuminanti: mentre P82,2 delle ditte è rappresentato dalla piccolissima proprietà, che occupa soltanto 1*8,4 della superficie totale, la proprietà nobiliare ad es. (circa il 3 delle ditte) occupa ancora oltre il 35 della superficie totale. Altri elementi ostacolavano Io sviluppo dell'agricoltura veronese in senso capitalistico, analogamente a quel che avveniva in larghe plaghe del Veneto e della Lombardia, stando alle frequenti lamentele e recriminazioni di economisti ed agronomi contro proprietari assenteisti, fittavoli avidi, proletariato mal domo del contado: le proprietà aggravate da oneri reali come livelli e decime, ed amministrate in forme di conduzione assai dissimili secondo le zone agrarie; l'utilizzazione del suolo, che avviene per 3/4 circa, e riguarda principalmente la coltura promiscua della vite e dei cereali, e la risaia; la carenza di pascoli e foraggi; la scarsezza del bestiame bovino e di conseguenza dei concimi; le pratiche tradizionali e le condizioni di vita e di lavoro dei contadini ecc. Al che si aggiunga il carattere arcaico dell'agricoltura veronese, a causa dell'arretratezza della tecnica agricola, della bassa resa per ettaro delle sementi, delle scarse concimazioni ere... come è messo in evidenza dalle notizie raccolte con diligenza dall'autore, sulla base di conteggi relativi all'ammontare annuale delle produzioni. Ampie appendici documentarie accompagnano il pregevole lavoro dello Scarpa, al quale si deve inoltre un altro volume: Agricoltura del Veneto nella prima metà del XIX secolo. L'utilizzazione del suolo, Torino, 1963.
RENATO GJÌOSXÌ
BENEDETTO MUSOUNO, Gerusalemme ed il popolo ebreo. Cenni biografici per cura di F. MUSOMJS'Q, prefazione, di G. Luzzatto; Roma, La Rassegna mensile di Israel, 1951, p. 438. L. 1.000.
L'emancipazione ebraica, compiuta in occidente nel corso dell'Ottocento e nella luce della libertà religiosa, avvenne in Italia attraverso il Risorgimento, cosicché i nuclei ebraici delia penisola s'inserirono nella nazionalità italiana proprio durante la sua formazione, in simultaneità, con tutte le altre componenti etnico-regionali e religiose. 9
La parificazione, che discendeva comunque dai postulati costituzionali dello Stato liberale, si compi attivamente, ìn forma di partecipazione alla vita nazionale, sia per l'impegno degli israeliti nello vario fasi delia lotta e della costruzione unitaria, sia per il favorevole orientamento nei loro confronti della coscienza risorgimentale.
l) Vedi A. GRAMSCI, // Rhorgimento, Torino, 1964 pp. 166-168 dove è riportato e confermato un giudizio in proposito di Arnaldo Momigliano.--