Rassegna storica del Risorgimento

BONI CLORINDA
anno <1970>   pagina <306>
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Libri e periodici
riscontrabile con motivazioni e toni diversi in molti suoi esponenti, dal Foscolo al Mazzini, dal Cattaneo al Cavour, dal Tommaseo al Balbo.3)
Ma il patriota calabrese Benedetto Mugolino. :1> mirando al di là dell'orizzonte italiano, profetizzò addirittura, in notevole anticipo sugli ideatori ebrei del movimento sionistico (Hess, Finsker, Herzl) la rinascita di un organismo politico ebraico nella sede storica della Palestina, da lui visitata: lo concepì come un principato semiauto­nomo nell'ambito dell'impero ottomano e come avamposto dell'occidente, sostenuto dall'Inghilterra in chiave antirussa, fornendogli un progetto di costituzione insieme con vari suggerimenti di ìndole economica, giuridica, amministrativa.
Ciò nel volume Gerusalemme e il popolo ebreo, ossia la Palestina nei suoi rap­porti commerciali e politici con l'Asia e con l'Europa e più di tutti colla Gran Bre­tagna, composto nel 1851 e rimasto inedito fino alla pubblicazione, nel suo centenario, per cura dell'Unione delle comunità israelitiche italiane, cui la commozione per la nascita dello Stato d'Israele, nei 1948, dettò l'omaggio di gratitudine al patriota calabrese.
Scaturita così dal realizzarsi di un'ardita previsione storica al limite dell'utopia, l'edizione ha segnato l'inizio di un'esplorazione nel patrimonio, in gran parte inedito, di un patriota e di un pensatore, che presenta un forte interesse storico per il suo ruolo negli inizi e negli sviluppi della democrazia meridionale e per la sua evolu­zione ideologica.
Roberto Cessi, in suo studio,4) ha anzitutto accentuato le implicazioni dei problemi mediterranei e di equilibrio mondiale contenute nel progetto, diminuendo forse il valore della sua tesi centrale.
La successiva indagine di Giuseppe Berti,t) condotta su altri inediti,?) raffigura invece il Musolìno come il suscitatore di un'autoctona forza democratica del sud, antagonistica rispetto al romanticismo mazziniano, atea e materialistica, radicata nella tradizione dell'illuminismo e nell'ascendenza telesiana, protesa verso il radicalismo sociale e la negazione della proprietà. Ma l'opera Gerusalemme e il popolo ebreo conduce a riconoscere diversi approdi del patriota calabrese, che pur si possono spie­gare partendo dalle premesse di tale caratterizzazione: rivela, infatti, una valutazione assai più positiva della proprietà e della religione, temperate l'una dalla socialità, vagheggiata nel disegno del nuovo Stato, e l'altra dalla particolare fisionomia del­
ti Al caloroso orientamento di fondo non è mancata qualche eccezione, per esem­pio con Guerrazzi e Capponi: v. B. Di PORTO, Gino Capponi e gli ebrei: un'antipa­tia non meditata, estr. da La Rassegna mensile di Israel, voi. XXXIX, n. 2, III serie, Milano, febbraio 1968.
2) Nato a Pizzo nel 1809 da famiglia antiborbonica, duramente colpita dalle bande del Ruffo, Benedetto Musolìno fondò nel 1832 la setta dei Figliuoli della Giovine Italia, distinta dalla quasi omonima organizzazione mazziniana, nella quale in seguito lo affiancò Luigi Settembrini. Imprigionato negli anni 183943 e nuovamente arre­stato nel 1846, fu nel 1848 deputato al parlamento napoletano e, dopo il colpo di Stato borbonico del 15 maggio, guidò la sollevazione in Calabria. Condannato a morte ed esule dal regno delle Due Sicilie, partecipò alla difesa della Repubblica Romana, riparando poi all'estero. Partecipò nel 1860 alla campagna garibaldina nel sud, fu quindi deputato dal 1861 al 1880 e senatore dal 1881. Mori a Pizzo nel 1885.
al R. CESSI, Benedetto Musolìno e il problema mediterraneo, in Archiviò storico messinese, LVII, III serie, voi. Vili, 1956-57, pp. 57-69.
*) G. BUTTI, Benedetto Musolìno, in Studi storici, a. 1, n. 4, luglio-settembre 1960. pp. 716-754; Io., Nuove ricerche su Benedetto Musoli.no, in Studi storici, a. II, .*. 1, 1961, pp. 29-53.
B) Specialmente sui giovanili appunti filosofici, sulle memorie e sull'opera ftfoz-arti e i rivoluzionari italiani.