Rassegna storica del Risorgimento
BONI CLORINDA
anno
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1970
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pagina
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Libri e periodici
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volta, rinvigorire il vecchio organismo ottomano, al (piale IVIusoIino riconosceva oii molo positivo, suscettibile, a contatto della nuova energia, di sviluppi riformistici, e sacrificava le nazionalità balcaniche, giudicate immature e troppo soggette all'in* fluenza russa.
Il programma sionistico del patriota italiano si cala dunque in una concezione realistica, per repoca, dei rapporti internazionali, con lineamenti moderali o addirittura conservatori, se si confronta col disegno rivoluzionario e filoslavo della politica estera mazziniana.
Tale conservatorismo si univa peraltro con acute intuizioni storiche a salto nei tempi; così egli, vedendo dalla rottura del vecchio equilibrio internazionale assurgere all'egemonia mondiale gli Stati Uniti d'America e la Russia, propugnava, in nome dell'Europa, l'incremento della potenza, inglese, che doveva assicurarsi le migliori posizioni strategiche e le vie di passaggio commerciali per l'Asia. Il suo filoebraismo, pur nato da un'appassionata radice spirituale, veniva dunque a collocarsi al punto giusto nel quadro dei suoi piani politici ed economici per il mondo, senza esaltarsi in un trionfalismo messianico per il popolo d'Israele, ma conferendo a questo una dignità nazionale e statale come intermediario tra impero turco ed impero inglese: posto al centro del primo per ridargli vigore con la sua vitalità d'impronta occidentale, il principato giudaico doveva altresì fornire all'uso di tutti i paesi ed al particolare controllo inglese, il capolinea delle comunicazioni ferroviarie verso l'India e l'estremo oriente, e possibilmente un canale, tagliato da Gaza ad Eilat. in alternativa a quello di Suez, che si stava allora progettando. * Questo elemento del progetto acquista maggior risalto dall'apertura, in territorio israeliano, dell'oleodotto Eilat-Ashkelon. Degna di nota è la mancanza nel progetto del problema relativo alla convivenza con le popolazioni arabe, descritte come tribù di nomadi non veramente legate alla zona, fastidiose per le autorità turche, le quali avrebbero trovato nel principato giudaico il mezzo e le strutture per renderle pacifiche, sedentarie ed operose, mentre la costituzione avrebbe garantito loro i diritti civili e politici.
Gli ostacoli previsti alla formazione dello Stato ebraico erano piuttosto di provenienza europea e cristiana, soprattutto francese e russa. La Francia si sarebbe mossa, sfruttando la rappresentanza degli interessi religiosi cattolici, per motivi di concorrenza con l'Inghilterra nell'influenza sul medio oriente, ma appunto il sorgere dello Stato ebraico, evitando all'alleata Inghilterra il bisogno di un diretto impegno aniifrancese nella zona, avrebbe finito con l'attenuare il dissidio delle due potenze. *)
L'opposizione più forte, secondo Mugolino, sarebbe venuta dalla Russia, antisemita all'interno3) e fortemente contrapposta col suo imperialismo a quello britannico; essa avrebbe ordito intrigo! diplomatici presso il governo turco ma stava all'Inghilterra sventarli con abilità diplomatica congiunta ad un energico appoggio alla causa ebraica.
All'intesa anglo-I ureo-ebraica il patriota voleva associata, sulla scena inediter-
1) Vedi U. NAMO.N, Un canate da Gasa ad lì Hai proposto da Benedetto Masolino, nel 1861, invece del amale di Suez, ne La Rassegna mensile di Israel, voi. XXXV, n. II, novembre 1969. pp. 492-504.
2) Osserva giustamente Cessi, nell'articolo citato, che la stella bonapartista, quando Miisolin scriveva, non risplendeva ancora e che più che autentici interessi politici la Francia aveva in Oriente convenienze di prestigio.
3) Nell'analisi dell'antisemitismo rosso (specialmente pp, 283*286), le osservazoini del Musolino colgono acutamente atteggiamenti delle autorità ricorrenti nella situa, zione odierna, quali la negazione ufficiale e il mimetismo della persecuzione e In discriminazione unita alle soppressioni delle caratteristiche nazionali.