Rassegna storica del Risorgimento
BONI CLORINDA
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1970
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Libri e periodici
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Egli non si proponeva di predire il futuro ma di consigliare Stati e popoli del presente avvertendo, con la sensibilità di nomo del Risorgimento italiano, la potenzialità avvenire del Risorgimento ebraico.
Del resto il valore storicistico di una profezia non è tanto nel predire l'andamento dei fatti quanto nel porre sul tappeto le causalità, le esigenze, te opportunità, le idee-forza, da cui i fatti traggono il loro alimento.
BRUNO DI PORTO
Le Relazioni diplomatiche fra VAustria e il Granducato di Toscana, IH serie: 18*18-1860, voi. V (19 maggio 1856-12 maggio 1859), a cura di ANGELO FILIPI;ZZI: Roma. Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea* 1969, in 8", pp. 565. L. 5.000.
Nel quinto volume delle relazioni diplomatiche fra Austria e Granducato di Toscana, il Filipuzzi ba raccolto documenti e dispacci di carattere politico-diplomatico pel periodo 1856-59, relativo dunque all'ultima fase della dinastia lorenese in Italia prima della guerra, dei plebisciti e dell'unificazione nazionale. La scelta, assai ampia per questo importante periodo, permette di seguire quasi passo a passo Fazione del ministro Buoi e dell'ambasciatore Hiigel nei confronti della Toscana, pedina fondamentale della presenza austriaca in Italia ; prendendo avvio dalle riflessioni e dai commenti di vari diplomatici sul comportamento del Cavour al congresso di Parigi a proposito della questione italiana, e degli effetti temuti, o previsti, in Toscana per l'atteggiamento del governo piemontese, il volume fin dai primi documenti propone nna lettura su doppio binario della politica granducale, da un lato e agganciata all'Austria per la politica estera, e dall'altro attenta, specie all'interno, alle dimostrazioni, all'attività di emissari e di emigrati, alla propaganda, rivoluzionaria e alla stampa, ecc. Se nel complesso la situazione in Toscana era rassicurante tra la primavera e l'estate del 1856, la tensione austro-piemontese (pp. 54, 148, 153 e sgg.) non poteva non avere rilevanti ripercussioni per l'intera penisola (di ben diverso peso i dissensi tra Piemonte e Toscana), nella quale le notizie di prossimi tentativi insurrezionali, la rottura delle relazioni franco-inglesi con Napoli, l'attentato a re Ferdinando, l'arrivo a Firenze del Boncompagni, nuovo plenipotenziario sardo, l'amnistia generale concessa dall'imperatore austriaco (p. 141 e sgg.), l'atteggiamento della stampa piemontese, ecc. fornivano lo spunto ai diplomatici austriaci in Italia (e specie in Toscana) per tracciare una analisi della situazione generale e valutare le prospettive del consolidamento austriaco. Si era forse conclusa la fase della politica italiana , aperta dal Cavour al Congresso di Parigi? Tra la fine del 1856 e i primi mesi del '57, mentre in Toscana le condizioni politiche in sostanza non mutavano, nonostante le e mene degli esuli toscani o degli emigrati napoletani, e qualche preparativo rivoluzionario (pp. 191, 194, 209 e sgg.), in altri Stati italiani una ben diversa realtà si delincava con la ripresa del partito rivoluzionario fino alla spedizione di Carlo Pisacane, con le aspirazioni muraniane verso il Regno di Napoli (sostenute da Napoleone III), con la normalizzazione nel Lombardo-Veneto ad opera dell'arciduca Massimiliano. E su questa rassicurante condizione politica in Toscana (mentre altri aspetti non erano infine da sottovalutare: la successione nel ducato di Modena, le visite di Pio IX a Bologna e Firenze, la repressione a Livorno e il problema delle decorazioni austriache, ecc.) ritorno alla fine del medesimo anno il ministro austriaco a Firenze Hiigel, con due rapporti < PP- 268 e 276 e sgg.) sullo stato finanziario del granducato e sulla situazione politica, che, a suo avviso, non aveva t rien d'inquiétant (nonostante l'opposizione clericale al governo e qualche traccia di propaganda socialista tra gli operai)* sia per la diminuita influenza francese e inglese (dopo la venuta di Lord Normanby), sia per la scomparsa del partito mazziniano, al quale andava subentrando* con ben più largo seguito, il costituzionale piemontese. La risonanza dell'attentato Orsini e del testamento* le notizie circa l'attività di mazziniani e moderati in Toscana, la diffusione della < Società nazionale >, cosi come i commenti e le con-