Rassegna storica del Risorgimento
BONI CLORINDA
anno
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1970
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pagina
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Libri e periodici
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GIUSEPPE TALAMO. De Sanctus politico e altri saggi; Romn, Editrice E. De Santi, 1969 in 8". pp. 301. L. 3.000.
Una unità d'ispirazione evidente, e pertanto un'opportunità innegabile, presiede aliai raccolte in volume di questi ben noti e apprezzati saggi recenti del Talamo (tra i quali avremmo amato vedere, benché in verità alquanto extravagunte rispetto al tema pò 1 i tiro-ideo I oei eo e latamente culturale, qui fortemente accentuato, quello eccellente sulle fortune economiche e imprenditoriali della famiglia Depreda nelle campagne della Lomellina come fondamento e condizionamento a un tempo d'una impostazione poli* dea determinata). Assai a ragione, infatti, l'A. sottolinea nel De Sanetis ministro cavouriano dell'Istruzione la presenza di una scelta di politica culturale ben precisa e concreta, le cui ripercussioni si propagano dunque ben addentro la successiva evoluzione dello classe dirigente non soltanto moderata né solamente nel Mezzogiorno. Questa medesima formula, peraltro, che l'A. riprende dal Russo arricchendola e sfumandola, non riesce, a mio avviso, a ben convivere con quella che l'A. afferma subito dopo nella prefazione circa l'assunzione della scuola, nel De Sanetis, come palestra atta al libero esplicarsi delle singole individualità anziché come strumento di propaganda e tribuna per una rigorosa ideologia liberale. Qui l'applicazione di certi schemi omnicomprensivi crociani ha snervato quasi del tutto il precedente e penetrante giudizio dell'A., giustapponendosi ad esso senza svilupparlo. Giacché quel che De Sanetis ha fatto, attraverso una scelta politica pura e semplice, è l'annichilimento della tradì* zione autoctona borbonica e guelfa in favore di un'assunzione egemonica di certi aspetti della cultura meridionale (anzitutto l'hegelismo, ma poi anche l'eclettismo economico di Scialoja, il che segna una rimarchevole differenziazione rispetto al liberismo classicheggiante dei siciliani) nel gran quadro della nuova politica scolastica dello Stato unitario liberale. Quindi, nessun libero esplicarsi (dizione, me lo per* metta l'A., carissima all'ortodossia crociana, ma quasi priva di autentico significato) bensì depressione di certi temi e potenziamento di altri, il tramonto di Savarese e l'alba di Spaventa, tanto per fare una contrapposizione emblematica, nella quale inevitabilmente certi valori si perdono o anche programmaticamente si liquidano, nell'ambito di quel particolare e personalissimo accostarsi del De Sanetis al metodo, più che al nocciolo della visione politica, del Cavour, che l'A, delinea in lìtte e dense pagine del suo volume.
Tale accostarsi, se ci si consente di accennare di volo a un tema che meriterebbe assai maggiore approfondimento, presenta grandissima analogia con quello del Croce al Gioliti!, non solo nell'incontro e nella collaborazione in forme concrete, ma soprattuilo nella successiva interpretazione, e diciamo pure idealizzazione in formule e precetti, che di questa loro centrale esperienza politica sarebbe stata compiuta, in circo, stanze storiche profondamente mutate, dai due grandi intellettuali.. Essi giungono all'appuntamento con gli statisti nella loro piena maturità umana e culturale, senza avere avuto nulla di comune con essi, avendoli anzi più o meno criticati e combattuti, De Sanetis la strumenta lizza/ione cavon riunii del bonapartismo (benché tale linea, dice beiririmo l'A. in dissenso col Mirri, non possa per ciò solo identificarsi affatto con l'adesione alla democrazia rivoluzionaria), Croce la piattaforma associativa e riformista che costituiva l'essenza stessa del gioliltismo e de) suo lungo cammino parallelo all'evoluzione socialista. Senonché essi incontrano alcune parole d'ordine che da Cavour e Giolitti. e da essi esclusivamente, possono venire realizzate, Vittorio Emanuele e annessione nell'Ottocento, Uberto della scuola e del lavoro nel secolo nteeessivo. Su queste- basi, e su case soltanto, avviene la collaborazione. De Sanetis supponendo in tal modo di non allontanarsi affatto dai suoi precedenti di sinistra, soprattutto nella loro sfumatura lealista garibaldina e nel concetto di libertà dinamica che sembrava presiedere al connubio cavouriano nella sua specifico funzionalità no*