Rassegna storica del Risorgimento

BONI CLORINDA
anno <1970>   pagina <315>
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labri e periodici
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i difficilissimi problemi interni del giovane Stato unitario); da un'indagine, anch'essa riccamente documentata, sul mancato intervento italiano in Egitto nel 1882 (la gin stiliiazione dell'atteggiamento di Mancini, senza le complicazioni ideologiche addotte da Zaghi, è persuasiva: ma restano da approfondire i motivi e gli scopi della riser­vatezza ostile degli Imperi Centrali e degli andirivieni inglesi, nonché l'atteggiamento di quella parte della diplomazia italiana già divenuta triplicista quanti ménte). Dire che PA. vi conferma le sue doti di discrezione, finezza e penetrazione ben note, sarebbe lode banale, e quindi superflua. Ci scusiamo perciò di averla indirettamente formulata, confermando la soddisfazione di vedere queste pagine raccolte unitariamente ed offerte all'attenzione e a] dibattito degli studiosi.
RAFFAELE COLAPIETRA
ALBERTO MARIO, La camicia rossa (Serie Narrativa, 5); Bologna, Zanichelli, 1968, in 8", pp. 322, L. 1.400.
L'impresa dei Mille è indubbiamente, fra i fatti eroici del nostro Risorgimento, quella che maggiormente ba avuto il potere di accendere le fantasie popolari. È in verità la natura stessa della spedizione, intrapresa più sotto la spinta dell'entusiasmo che in base a precisi calcoli politici, la figura di Garibaldi, disinteressato eroe che dona il frutto delle sue vittorie, e l'ardore patriottico dei volontari, pronti a sacrificare le loro vite per l'ideale nazionale, sono tutti elementi che hanno contribuito a creare una certa agiografia storica che ha trovato larga diffusione nella nostra scuola.
Ultimamente, però, l'influsso di nuovi indirizzi storiografici maturati dopo l'ul­tima guerra e, di più, la larga diffusione delle opere che di questi indirizzi si facevano banditóri, hanno fatto sì che mutasse il gusto dei giovani e che questi, in particolare, riguardassero il Risorgimento con occhi ben più smaliziati.
Di qui l'esigenza, fortemente sentita nelle scuole, che anche nella scélta delle let­ture storiche si tenessero presenti questi nuovi orientamenti, e che, per ciò che riguarda l'impresa dei Mille, si uscisse dal rigido binomio delle narrazioni del Bandi e dell'Abba.
E, quindi, senza dubbio lodevole l'iniziativa presa da Zanichelli di curare la pre­sente edizione de La camicia rosso di Alberto Mario, anche perché di tale opera di cui è superfluo sottolineare l'importanza, sia per l'argomento, sia per la personalità dell'autore mancava un'edizione moderna.
Il Mario, che fu al seguito di Garibaldi durante l'impresa dei Mille, ne La carni' eia rossa rivive appunto, ad anni di distanza, quelle gloriose giornate. L'opera si segnala all'attenzione del lettore di oggi per il taglio moderno della narrazione: nel suo. pur fedele, racconto, l'autore nota infatti gli avvenimenti riguardandoli dal proprio angolo visuale, per quel tanto che ne fu protagonista, senza ambizioni di narrazione completa e senza, d'altra parte. Indulgere all'agiografia; che anzi lascia trasparire, insieme al legittimo orgoglio di chi sa di essere stato protagonista di un evento di eccezionale importanza, l'amarezza di chi ha visto un'eroica impresa volgere ad una soluzione a lui non gradila e ritenuta deludente e mortificante. Per il Mario, infatti, la conclusione dell'impresa dei Mille, e ancor più gli avvenimenti degli anni nei quali egli scrive la sua opera - - che sono gli anni di Aspromonte e della convenzione di settembre rap­presentano piuttosto un tradimento degli ideali per i quali egli aveva rischiato la vita che non una loro aia par parziale realizzazione*
Una valida cornice all'opera ci i fornita da Luciano Pasqua lini, al quale va rico­nosciuto il merito di aver inquadrato in maniera sintetica ma esauriente la personalità di Mario e la situazione politica italiana alla vigilia dell'impresa. L'uppropriatezza delle note e Potile guida alla lettura confermano il giudizio positivo sulla presente edizione di questo libro, per la quale non è diffìcile provedere una larga diffusione nella no­stra scuola.
ROMANO UGOLINI