Rassegna storica del Risorgimento

BONI CLORINDA
anno <1970>   pagina <317>
immagine non disponibile

Libri e periodici
317
Nel travaglio d'una città che con l'Unità nazionale, attraverso una drammatica esperienza, esce da una realtà storica autoritaria e torpida, quale quella dello Stato pontificio, per entrare in una nuova realtà diametralmente opposta, ai rivela in pro­porzioni minori, ma appunto per questo meglio valutabili, il travaglio e il dramma di tutta la nazione. È il macrocosmo che si rivela nel microcosmo, I problemi che essa divenuta responsabile di sé si trova a dovere affrontare, sono i problemi d'ogni parte d'Italia: sono i problemi che condizionano l'esistenza stessa dello Stato nazionale, la cui soluzione è possibile solo con lo sforzo singolare e congiunto d'ogni singolo comune. Sono problemi economici, finanziari, amministrativi, fiscali, civili, morali, ecc.; problemi la cui urgenza è particolarmente pressante nelle terre e nelle città del trascorso Stato pontificio che fra tutti gli Stati italiani prerisorgimentali fu per ignavia ed abbandono il peggiore, il più. compressivo e disintegrante per le forze dello spirito.
Il risveglio di Perugia, con l'Unità, si attua in un pullulare d'idee, d'iniziative, di attività d'ogni specie, che altro non sono se non il manifestarsi di una potente volontà di vita, di allargamento del proprio respiro, in cui è contenuta una grande promessa di futuro. In questa irruzione di energie vitali, i nostalgici del passato sono destinati ad essere respinti ai margini della corrente, ad esaurirsi in se stessi, consumati dai tempo in un naturale processo di erosione. Rappresentano la morte da cui nasce la vita, una vita che germoglia nella grande primavera della libertà degli nomini.
Di tutto ciò si ha un indice nello stesso accrescimento demografico della citta. Basti pensare che nel primo censimento nazionale del 1861, Perugia contava appena 44.000 anime, di cui soltanto 14.000 residenti entro l'agglomerato cittadino. È proprio da questo momento che ha inizio un deciso e costante incremento, quale prima non si era mai avuto, si che a un cinquantennio di distanza la popolazione perugina risulterà accresciuta di 20.000 unità, e i residenti entro la cerchia cittadina saranno più che raddoppiati.
Fra i grandi problemi del momento, olire quelli dei trasporti, dell'approvvi­gionamento idrico, dell'igiene, dell'energia elettrica, delle scuole per cancellare la vergogna dell'analfabetismo diffuso, assume proporzioni di primissimo piano quello della costruenda rete ferroviaria, che dovrà cementare 1 unità materiale e spirituale delle popolazioni italiane. Perugia non può essere che in prima linea nell'affacciare le proprie esigenze alle soluzioni che via via si propongono e si danno, anche se nelle conclusioni ultime verrà a trovarsi ai margini del grande traffico ferroviario nazionale.
Un altro e non meno importante indice del dima dei nuovi tempi si avvertirà nel rapido e crescente fiorire della stampa locale, frutto naturale della libertà, che promuove e seconda il Bergere e l'incontrarsi delle idee, cosi nel campo della poli­tica come in quello delle lettere, delle arti, della coltura in genere, e insomma in ogni campo del vivete umano. Perugia era sempre stata, anche in passato, centro d'intellettualità, sebbene a raggio necessariamente limitato; e l'intellettualità del­l'Ottocento aveva annoverato nomi di notevole fama, a cominciare dal grande G. B. Vermiglioli, che taluno stimò l'italiano piò erudito del tempo, fifa fino a] Risorgi­mento l'Intellettualità perugina era rimasta chiusa nella turris aeburnea d'un acca­demismo provinciale Inerte e tradizionalista, senza sbocchi nel futuro, conforme­mente alla realtà pontificia, ti con il Risorgimento che ai aprono i nuovi orizzonti: anche so il provincialismo dovrà ancora sussistere, l'ideale liberale e nazionale lo riscatterà, in certo senso, portandolo ad un piano da cui sarà possibile scorgere, per lo meno, eerti valori umani, ed aprirai nel essi, e con essi inserirai nella corrente viva della storia. I due salotti della marchesa Marianna Florenzi e della principessa filaria Bonaparte divengono centri d'irradiazione di energie spirituali che si spri*