Rassegna storica del Risorgimento

BONI CLORINDA
anno <1970>   pagina <318>
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Libri e periodici
gìonano dalla nuova realtà in formazione. L'Unità è il traguardo di questo processo, e all'islesso tempo il punto di partenza per ulteriori avanzamenti e conquiste. L'intellettualità perugina di questo tempo è uscita dal chiuso ambiente dell'acca-demismo tradizionalista, s'è calata nella problematica viva del suo tempo, è venuta assumendo, con trasporto tutto umano, l'onere delle proprie responsabilità. Le posizioni si differenziano, le idee nel loro incontrarsi possono entrare in attrito, e dall'attrito si sprigiona la scintilla della polemica, nel cui chiarore le idee e le posi, zioni meglio si chiariscono a se stesse, e chiarendosi si arricchiscono. E quanto più si arricchiscono, tanto più fanno impeto allo spirito, e hanno bisogno di trovare la loro naturale espressione, il loro mezzo di affermazione.
È cosi che sul sorgere del nuovo secolo Perugia potrà avere oltre a due quoti­diani fissi il Giornale dell'Umbria e L'Unione Liberale (questo rimarrà in vita fino all'avvento del fascismo) anche altre otto pubblicazioni periodiche, e fra queste la rivista letteraria < La Favilla , a carattere seminazionale.
Questo fervido clima spiega il fatto che Perugia diviene uno dei centri prin­cipali d'irradiazione del movimento modernista. II Ranieri di Sorbello dedica ad esso un intero capitolo, ove senza entrare nel merito dottrinale, mette in evidenza le misure repressive e persecutorie delazioni, intimidazioni, denuncie, ecc. adottate dalle autorità ecclesiastiche del tempo. Il Seminario di Perugia aveva un nome in Italia: vi avevano insegnato persone di cultura, e persone di cultura ne erano uscite. Di esso era diventato Rettore il noto studioso e storico Umberto Fra-cassini, il cui insegnamento diventerà un faro d'irradiazione d'idee nuove, che attrar­ranno nella propria luce un largo stuolo di giovani sacerdoti e laico. La Chiesa uffi­ciale, chiusa a quella grande istanza di rinnovamento della coscienza religiosa, col­pirà i novatori con cosi cieco rigore, da obbligare, con i suoi mezzi, il Fracassini all'abiura. Commenta il Ranieri di Sorbello: II buon Pio X e i suoi cardinali romani esageravano, naturalmente, come esagerarono nelle misure repressive, ma ciò concordava con la tradizione. Qualunque cosa avveniva a Perugia era due volte sospetta. I perugini in ogni caso andavano trattati con mano fermissima, sempre. Così aveva fatto Paolo IH nel Cinquecento, così Pio IX nel '59, e così, con i poteri rimastigli, fece il parroco di Riese, salito sul trono del Pescatore. E poi soggiunge: Di tutti i papi recenti, Pio X era certo il più inadatto ad accogliere la grande ansia di rinnovamento che serpeggiava nella Chiesa cattolica s>.
L'opera è corredata da un'abbondante ed interessantissima collezione di foto­grafie fuori testo, originali ed inedite, che molto opportunamente servono ad illu­strare il tempo con suggestive immagini dei personaggi, delle cose, dei fatti che sempre con tanta vivezza di colorito vengono descrìtti.
AVERARDO MONTESPEUELLI
CLAUDIO GIOVANNINI, Politica e religione nel pensiero della Lega Democratica Nazio­nale (19054915) ; Roma, Cinque Lune, 1968, in 8", pp. 10 -f- 416. L. 2.800.
Il tema viene enunciato con evidenza e precisione nel titolo stesso del libro; e cosi il relativo svolgimento ha la sua enunciazione nei titoli dei sette capitoli che lo compongono, e che seguono le fasi e gli aspetti del naturale sviluppo dottrinale accompagnato dal procedere dell'azione.
Dottrina ed azione di cui nel libro donno appunto testimonianza quei giovani che, sempre fiduciosi e sempre tormentati, formarono l'eletta schiera nel segno del eredo cattolico e della libertà.
Nessuna di quelle testimonianze aventi particolare significato è sfuggita alla ricerca dell'A,; quasi ad ogni pagina egli lascia la parola agli attori; anzi è nostra