Rassegna storica del Risorgimento
BONI CLORINDA
anno
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1970
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Libri e periodici
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impressione che egli interrogando ed ascoltandoli non abbia rifiutato una sua partecipazione ideologica, una particolare simpatia, e quindi una comprensione quasi fraterna: simpatia e comprensione che non lo inducono a dilese partigiane, ma contribuiscono ad una obbiettività più viva e più sincera, nel pieno rispetto della regola e del metodo scientifico.
Senza dubbio le testimonianze raccolte nel libro sono genuine e di essenziale valore. Se noi, a nostra volta, potessimo avere autorità di testimonio del tempo e degli uomini cbe appartennero al movimento murrìano ed alla Lega (né del resto ci appartammo allora in silenziosa lontananza), diremmo che Questo studio sui due primi decenni del secolo, dall'apparizione del sacerdote marchigiano alla vigilia della prima guerra mondiale, aiuta e conforta noi veterani a rivivere serenamente nella pienezza di quel tempo, ed a rivedere per COBI dire quelli che allora vedemmo* a rivederli proprio nei loro panni e nel loro volto, giovani e ricchi di spiritualità, di fede religiosa francamente professata, e di amor patrio che condusse molti di essi volontari in guerra: giovani insomma che in rapporto con altro tempo e in confronto con altri uomini che oggi conosciamo possono rappresentare quasi un prodigio, ed essere indubbiamente degni di ammirazione.
Per cui ci si consenta di dirlo questo libro che si attiene rigidamente al vero, è anche un libro buono, cioè il libro che può confortare i giovani di oggi e quanti si rifiutano di partecipare alla imperante bufera devastatrice, e considerano il passato come un limpido riverbero di luce proiettata sulle vie del presente, e fino alla soglia del futuro.
Ma qni non è luogo di prediche per nessuno; qui si debbono soltanto indicare quei pregi particolari che nel libro mai dovrebbero mancare quando si ammetta che il racconto relativo a passati eventi storici è simile alla radice sepolta ma viva, da cui prende alimento si voglia o no tutto ciò che poscia appare in superficie.
Volendo ora addentrarci un poco nello sviluppo del tema, osserviamo che il decennio 1905-1915, indicato nel titolo, ha avuto una indispensabile premessa illustrativa, giacché l'A. ha esaminato in Un ampio capitolo quale sia stato il pensiero e l'azione del personaggio al quale abbiamo già accennato, personaggio che alla democrazia nata in campo cattolico ha indissolubilmente e più di ogni altro legato il suo nome, anche se fu uno sconfitto e se non potè nemmeno beneficiare della comoda qualifica, tanto in uso oggidì, di fratello separato.
Murri nel pensiero come nell'azione, nel credo politico-sociale come nel credo cristiano ha rappresentato veramente il fatto storico della Lega anche nei giorni in cui fu costretto a vivere ai margini, e fino a quando politicamente scomparve, o quasi.
Sono stati gli anni del suo fervido apostolato (1898-1905) che hanno preparato l'avvento: gli anni in cui fu compreso da pochi, osteggiato da molti, in un crescendo di opposizioni che dilagavano quanto più in alto ai saliva negli ordini gerarchici, E questo se abbiamo ben compreso è ben documentato nelle pagine serene del
Giovannini.
Proprio il 1905 che chiude la diretta propaganda, è l'anno del più acceso fervore, della fiammata murrfana che tuttora sperava di incenerire gli ostacoli per librarsi in alto, su più vasto panorama, È l'anno in cui l'Oriani, dopo avere ascoltato il sacerdote dall'elegante figura e dall'eloquio convinto e battagliero ma pacato nell'accento, ebbe a dire all'oratore (ed io ero presente) che con quelle sue belle idee, in parte condivise, egli prete avrebbe avuto poca fortuna.
A proposito di tale mancata fortuna, l'A. si sofferma sul richiami all'ortodossia che dall'alto vennero rivolti al Murri ; e non dimentica le denuncio autorevoli che si levavano da varie parti a proposito del peccato murriano. .11 quale fu considerato