Rassegna storica del Risorgimento
BONI CLORINDA
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1970
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pagina
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320
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Libri e periodici
inizialmente come un perento dì indisciplina inusitata, e poi diventò ribellione, e poi si colorò, a parere degli accusatori, delia ereticale tinta di modernismo.
Sospinto fuori dell'ovile con una violenza che non conobbe cristiana carità, il Murri non rimase solo, ma fa nelPimpossibilità di crearsi una sua nuova famiglia, e devio su altre strade. Molti allora - - fra i fedeli - - deplorarono, comprendendo ; recriminare, condannare severamente, come è stato fatto da altri, in tempi pia. a noi vicini, significa tenere scarso conto del metodo persecutorio, e dare il solito saggio della scienza del poi.
Il Giovannini vuole essere risolutamente lo storico delle idee e delle azioni in campo politico e religioso, e non esce mai dal binario. Tanto meno giudica come altri ha fatto e non senza ardimento o godimento gli ostracismi di allora alla luce dei riconoscimenti ecumenici di oggi. Così PA. evita di suscitare interro gazioni inquietanti, se è vero che dalla suprema autorità della Chiesa si levarono allora le grida del Crucifige, e che dalla stessa autorità viene ora, e si moltiplica, non già indulgenza perdonante, ma implicitamente raccoglimento di quelle lontane istanze accompagnate persino dai canti dellWZeZuifl.
Dopo averci accompagnato lungo la sua strada maestra, col ano passo misurato, e senza trascurare circostanze ed interventi di interesse determinante, PA. procede esaminando la difficile posizione del Murri nei rapporti coi giovani della Lega, divenuti oramai non più seguaci, ma eredi, giacché sono costretti a considerarlo un padre effettivamente morto.
La Lega dovrà dunque attingere idee e programmi, tenendo conto delle mutate condizioni e di contributi che vengono da altre parti.
Pertanto buone pagine di presentazione e di valutazione vengono dedicate ad un personaggio che di fatto, avvicinatosi alla Lega, non poteva a meno di influire col suo credo religioso liberato da scorie clericali nel clima modernista, e col suo credo politico che avvicinava quel personaggio ossia Tommaso Gallarati-Scotti alla tradizione cattolico-liberale che poteva vantare un grande nome: Alessandro Manzoni.
Dopo le pagine dedicate a questo tema, ha inizio più propriamente lo svolgi-mento del tema centrale, ossia la storia della Lega indipendente , della Lega dei giovani cattolici (oggi preferibilmente si direbbe giovani cristiani) che affermano senza sottintesi e senza scrupoli il loro antitemporalismo ed anticlericalismo, e che in aperta opposizione con l'imperante clericalismo e vaticanismo vacillante fra l'ostinazione astiosa e l'assenteismo, dichiararono il loro pieno riconoscimento ed il loro amore di liberi cittadini alla Patria italiana.
Uno dei postulati sui quali più frequente e più chiara suona la parola della Lega, è quello del rifiuto di e cure , in tema di politica, da parte ecclesiastica. A sua volta, l'autorità suprema - - ubbidita con particolare zelo dalle autorità diocesane nella quasi totalità fa divieto ai preti di avere rapporti con quanti rappresentano la Lega ed i loro giornali.
Provvedimento che ricorda quelli che si adottano in casi dì pestilenza, e che oggi apparirebbe impensabile e forse ridicolo.
Ma considerazioni di questa natura non troviamo nel libro che abbiamo in esame, né possiamo pretenderle. L'A. è rigidamente fermo nel suo proposito di mantenersi sereno ed obbiettivo, e vuole respirare in tale atmosfera e non in quella della polemica di allora e di poi. Egli non può far uso di parole che soltanto I ricordi di vita vissuta possono naggerirc. Però ci sia consentito osservare che le preoccupazioni dello storico gli hanno forse impedito non diciamo di intendere ma di comunicare ai lettori la piana drammaticità degli eventi che furono e che rimangono come egli ha veduto - - rivolgimenti politici e dottrinali, ma che sono anche fortemente passionali, nel significato più puro del termine.