Rassegna storica del Risorgimento

BONI CLORINDA
anno <1970>   pagina <322>
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Libri e periodici
accolto nella collana direna da Cesare De Micheli*, possono pertanto recate beneficio e sollievo ad onesti lettori di qualsiasi levatura, ma in particolare (e ce lo auguria­mo) ai molti giovani che sono così spesso fuorviati da tendenziose pubblicazioni e peggio da rappresentazioni visive cui non di rado e sicuramente sì può dare la qualifica di balorde e cattive per il modo col quale rievocano vicende e personaggi storici, a cominci are per esempio da Napoleone e fino ai nostri giorni.
A lor volta gli Ardiri e Legionari superstiti (pochi, purtroppo) che allora soffri­rono (e soffrirono fortemente) le passioni, le delusioni ed t sacrifici propria di quei contrastato battagliare di cui ora ci viene dato il racconto, avvertiranno forse che sì, forse che no > in tutta la sua ampiezza il godimento spirituale che noi, vissuti nel margine del loro cammino e talvolta partecipi in modesta misura, abbiamo provato quasi senza eccezioni: il godimento cioè di chi, una volta tanto, respira in più spi-rabil aere >, in un'aria vorremmo dire miracolata in quanto è depurata dalle pe­santezze della incomprensione e dai miasmi della facile denigrazione e della ancor più facile ri dicolizzazione che scrittori e registi ci fanno respirare.
U forse che sì, forse che no di quel godimento è in dipendenza della accet­tazione più o meno piena e convinta dei moniti che a tutti vengono, e più ancora a chi ha sofferto, quando parlano, verso sera, l'esperienza e la ragione.
Comunque non dovrebbe a nostro avviso mancare a nessuno una consta­tazione, e cioè che qui FA. ha voluto guardare e comprendere con assoluta onestà e nel suo valore umano e patriottico, e quindi nel suo valore storico, la gioventù di quel primo dopoguerra, la quale (salvo eccezioni che noi pensando a quel che accade oggidì chiamiamo trascurabili) pagò il suo libero pensare ed il suo ardito operare col sacrificio di sé fino al sangue ed alla morte, e non con le orgie carneva­lesche e distruttrici di tempi assai più vicini le quali vengono compatite, liquidate e magari commendate. È vero, non mancò fra i giovani di allora qualche pecora nera, e ci fu una certa facilità ad accogliere chi si offriva con sincera volontà o col pretesto di redimere se stesso dal suo torbido passato. L'A. ne raccoglie i nomi, e ne ricorda il comportamento. Ma questo non vieta di affermare che dominò sui singoli e sulle masse il pensiero e la preoccupazione di un domani più degno, consacrante i valori di quello che allora non veniva chiamato il paese, ma la Patria, e con l'iniziale maiuscola.
Tutto è stato esaminato e vagliato. Gli Arditi tra guerra e dopo guerra ; Gli arditi dal fasciamo all'opposizione ; La sezione romana e gli Arditi del popolo; La federazione nazionale legionari fiumani e FU ninne spirituale dannunziana sono i quattro temi che partiscono la trattazione movendo dal punto in cui sul fronte di combatti-mento (1917) nascono i primi reparti di Arditi, seguendoli poi nella battaglia che essi ingaggiano, con le idee con l'azione, per inserirsi dopo la vittoria nella vita politica e civile della nazione, esaminandoli quindi nei loro rapporti di fusione, di confusione e di contrasto prima e durante le giornate fiumane, e terminando nei giorni fatali in cui fu effettuata contro tutti la dittatura personale che, se vogliamo essere precìsi o finirla con una non innocente superficialità, ebbe la reale struttura ed il formale linguaggio nel gennaio del 1925.
Codesta orditura dell'opera lega perfettamente nella successione dei tempi e nel loro sviluppo rotte le vicende, e consente l'apparire ed il riapparire di innume­revoli personaggi, sia che si tratti di attori primari, sia che si tratti di altri affaccendati in compiti minor}, o delle masse che orano la materia viva delle ben note adunate.
Giacché non si può parlare di un programma costruttivo scrupolosamento pensato meditato e manifesto in tutti 1 particolari; elemento della travagliata e mutevole coesi­stenza era l'opposizione al governo, quella che oggi si direbbe la contestazione di ciò che sapeva di vecchio e di inconciliabile col clima della lunga guerra sofferta e della