Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno
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1970
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pagina
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348
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348 Giorgio NegreLli
sua caratteristica dominante; o, almeno, quella che appare dal disegno tradizionalmente tracciato della sua storia. *)
Sorge allora un dubbio, banale se si vuole, ma non per questo meno solido: che una cosi bella omogeneità di pensieri e di intenti nella popolazione di una città durante il lungo corso dei secoli non sia realtà, ma mtio che non sia la storia di Trieste, ma piuttosto la sua espressione ideologica. Che sia soprattutto la storia di un'ideologia, quella del ceto dirigente triestino; o, meglio ancora, quella che il ceto dirigente volle far apparire come la storia ideale della propria città.
Sorto nella città borghese dell' '800 sulla spinta di Domenico Rossetti, l'interesse per gli studi storici (o, piuttosto, per le antichità patrie ) non rimase troppo a lungo confinato in una ristretta schiera di ce accademici : trovò ben presto i suoi più solerti, appassionati divulgatori tra quegli stessi uomini che detenevano le posizioni di maggiore responsabilità nell'economia e nella politica locale; in uomini che scoprivano talvolta pure loro una vocazione di storici (di storici militanti , verrebbe da dire) proprio mentre reggevano la polìtica cittadina. In uomini politici che non solo si compiacevano di colorire i loro discorsi con dotte citazioni e sfoggi di cultura storica, ma che sull'appello alla verità storica fondavano la validità delle loro scelte politiche e delle loro pretese. Grazie all'autorevole avallo di quegli uomini (gli Hermet, i Combi, i Gregorutti, i Costantini, gli Hortis, i Venezian, per citarne alcuni) ed alla mediazione di tutta una tradizione di studi che, nel loro particolarismo antiquario, impedirono di delineare un'autentica visione d'insieme, la storia di Trieste assunse una fisionomia che in molti tratti, anche essenziali, sembra ancora durare.
C'è stato anche chi, già nell' '800, volle contestare l'immagine che, della storia di Trieste, stava ormai prendendo forma; chi cercò d'intendere lo sviluppo della città in connessione con la politica dell'Impero, chi cercò di collocarla nel suo reale ambiente storico ed economico. Questi fu Pietro Kandler: le circostanze concessero pure a lui un momento di favore; passato quello, estromesso l'uomo dalla politica cittadina, dalle file cioè del ceto dirigente, cadde in disgrazia pure la sua fortuna di storico. La sua opera fu presto definita tendenziosa : gli studiosi continuarono a servirsene, ma usando quella prudenza molto attenta che, per bocca del Tamaro,2) la letteratura dominante consigliava; badando a non incappare in quei oc pre-
i) Gfr. utilmente l'umilisi di Q. CBKVAW, Dall'Ottocento al Novecento: la storia di Trieste nella storiografia, fa AA.VV., Storiografia del Risorgimento Triestino, voi. HI del Centro Stadi per la Storia del Riaorgunento, Trieste, 1955, pp. 67*104; e v. ora In., Introduzione a La borghesia triestina noli'età del Risorgimento, Udine, 1969, volarne che raccoglie tre rool importanti saggi pubblicati eeparatamente tra il 1951 e il 1953.
2) cfr. A. TAMARO, Storia di Trieste, voi. I, Roma, 1924, pp. X1I-XIV.