Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <351>
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, Dal municipalismo all'irredentismo 351
Ci accorgiamo allora, prima di tutto, che essa può allegare dalla sua soltanto poco più che settantanni di vita comunale veramente indipen­dente, *) e che non lo è certo più quando il 30 settembre 1382 Leopoldo IH accetta graziosamente l'atto di dedizione all'Augusta Casa d'Austria, quello con cui il Comune, il Consiglio e i cittadini di Trieste lo ricono­scono come loro signore feudale, ricevendone, a titolo di beneficio , al­cune garanzie autonomistiche.2)
Mentre, tuttavia, in tutta l'Italia settentrionale, percorsa da continue guerre, si assiste al rafforzamento di nuovi potentati, al consolidamento delle Signorie ed alla scomparsa delle piccole indipendenze; in un periodo di concentrazione politica, Trieste suddita dell'Austria, di un signore lon­tano, può governarsi in base ai propri Statuti e con magistrature locali: il Capitano cesareo, infatti, che ha preso il luogo spettante al Podestà, spesso non si fa nemmeno vedere (nominato a vita, siede in permanenza alla Corte di Vienna o nel castello di Duino) e le sue funzioni sono assolte dal Vicario che è di solito il Primo Giudice, eletto annualmente dal Consiglio Patrizio... Leopoldo ha pure concesso dei privilegi di franchigia sui dazi e sui transiti di alcune merci d'interesse locale: cose utili per l'economia di
i) Basii qui richiamare G. DE. VERGOTTJNI, Lineamenti storici della costituzione politica delC Istria durante il Medio Evo, Roma, 1924-1925; e In., La costituzione pro­vinciale dell'Istria nel tardo Medio Evo, in Atti e Memorie della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria, 1927, pp. 49-60. Si ricordi soltanto che nel 948 il Re d'Italia Lotario II staccava Trieste dal nesso provinciale del Comitatus Histriae per sottoporla alla potestà comitale dei suoi vescovi e che la città, dopo ano sforzo secolare per l'affrancamento dalla signoria vescovile e per lo sviluppo delle sue forme coma* nali, potè godere tra il 1295 e il 1369 di una completa indipendenza. JNél 1369 è sotto­posta a Venezia, ma nel 1380 le alterne vicende della goerra di Chioggia portano il Patriarca di Aquileia, Marquardo, alla sua. conquista e la ciUà viene incorporata nel nesso provinciale friulano.. Morto Marquardo, l'autonomismo friulano si oppone alla dipendenza pontificia in cui sembra ricadere ìl Patriarcato e si riunisce intorno a Udine contro la nobiltà feudale sostenuta dai Carraresi di Padova. È allora, mentre anrbe a Trieste i diversi partiti si fronteggiano, che Ugo di Duino, longa manus del Paca d'Austria, che teme la crescente potenza del Carrarese, occupa la città, nel­l'agosto 1382.
2) La versione aulica della dedizione ne faceva un atto spontaneo del Comune, ritenuto indipendente dopo la rinunzia fattane dai veneziani nella pace di Torino del 1381 (non era noto il breve periodo di sottomissione ad Aquileia). A proposito, poi, della tradizione di indipendenza del Comune, va ricordato che verso hi metà del 'HGtì, per opporsi alle mire di un risorgente partito vescovile, la cancelleria comunale aveva folto circolare due documenti apocrifi miranti ad affermare una ben più antica autonomia e libertà > triestina: una falsificazione del documento dei 948 faceva destinatario il Cornane, e non il vescovo, della donazione di Lotario, mentre si inven­tava per il 949 un altro documento ebe ribadiva la liherim. Alle due falni finizioni, che davano al Comune la maggior dignità di tre secoli e mezzo di storio e Indipendente > in più, precedentemente al knndler, si sarebbe prestato piena fede: D. ROSSETTI, Medi1" /azione storico-analitica sulle franchigie della città e Porto Franco di Trieste, Venezia, 1815, pp. 14-33, avrebbe descritto Trieste indipendente dal 949 al 1382.