Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
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1970
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Dal municipalismo all'irredentismo
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e sul piccolo commercio di sale e di vino ad essa complementare, è garanzia del suo potere politico sulla città.
Se l'economia ristagna e non si riescono nemmeno a sanare le ferite prodotte da guerre e pestilenze, il ceto dirigente, dunque, si preoccupa meno di quanto non faccia di fronte alle pretese annessionistiche che va sollevando la Carniola: difende soprattutto la propria ce libertà , l'indipendenza amministrativa della città o, meglio, il proprio potere politico. Quando, allora, nel 1550 gli Statuti riformati di Ferdinando I negano le pretese di Lubiana, esso è soddisfatto, anche se è sancito il pieno assoggettamento politico di Trieste alla Casa d'Austria: sudditi dell'Imperatore, ma solo di lui, i triestini possono continuare a ritenersi autonomi .
A nulla vale, in un tale ambiente, l'opera energica, ma breve, del vescovo Andrea Rapicio l* che a nome dell'Austria e per Trieste sostiene ancora una volta la libertà di navigazione: non a tutti giova un mutamento dell'economia cittadina e c'è chi ad esso chiaramente si oppone. Il Rapicio muore avvelenato, vittima degli a odi particolari ...
Cessata, in effetti, l'antica autonomia giuridica, non vien meno per questo il particolarismo', quanto più l'economia impoverisce, tanto più il ceto dirigente, che su di essa si sostiene, la difende. Trieste rifiuta così ciò che potrebbe pur consentirle una certa ripresa economica: la Carniola potrebbe costituire il comodo retroterra per i suoi commerci; giurìdicamente legata ad essa, la città potrebbe ottenere facilmente quei benefici che i diplomi imperiali attestanti i suoi privilegi non riescono ad assicurarle, perché i mercanti del Cragno ancora preferiscono trattare direttamente con i colleghi veneti, eludendo i dazi triestini. Ma il Patriziato non vuole vincoli di sorta ed il Comune difende fino in fondo quei ce privilegi che interessano proprio e soltanto a quei più grossi proprietari che occupano i banchi del Consiglio.
Certo, pur dominando la vita economica locale, i Patrizi hanno di fronte ormai un grosso concorrente al potere politico: il Capitano cesareo. Ed inizia, infatti, una contesa tra Municipio e Castello che non avrà tregua, dove suppliche, lamentele, reciproche accuse, trasmesse da ambo le parti alla Cancelleria imperiale, s'intrecciano le une alle altre.
11 Capitano, in realtà, non di rado opera secondo giustizia, correggendo gli abusi perpetrati dai Patrizi ai danni degli altri cittadini e degli stranieri ... Benché manchi, dunque, nella ristrettezza di quella economia, una
1) A. Rapicio (1533-1573) fa insigne luminista o giurista.. Consigliere aulico per* pctito ed incaricato di importanti affari diplomatici, fu il relatore di parte austriaca, nei convegni tenuti a Udine e Cornioli tra il 1562 e il 1563 con i veneziani, sul prò* blema della libertà di navigazione, sostenendovi tesi di accento pre-graziano Icfr. docc. in Appendice a P. SARPI, Il dominio del Mare Adriatico a cura di R. Cessi, Padova. 1945).