Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <356>
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356 Giorgio NegreBt
fioritura corporativa capace di organizzare i celi popolari, ' ' diventa forse più di incile ormai per il grappo dirigente Irovare il modo per giustificare agli occhi della plebe affamata e di quanti, dediti ad esempio alla pic­cola mercatura, vorrebbero maggiori collegamenti esterni la difesa di uni autonomia che interessa solo al Patriziato e che perpetua lo stato di miseria in cui versa la città. Prende allora forma il mito.
Vien creata, diffusa una leggenda: quella di Monte Muliano, dell'an­tica Trieste, fiera e potente avversaria della stessa Roma. Essa non solo sarebbe stata redificalri.ee di Lubiana, ma, per la grandezza e la forza dimo­strata nella difesa della propria <c libertà , avrebbe avuto da parte dello stesso Senato romano solenne promessa di perpetua franchisia . La vicenda si svolge dunque nel buon tempo antico, parla di grandi opere e di perpetui onori: niente di meglio per ricoprire con l'autorità dei secoli, quasi col manto dell'eternità, una volontà di parte, una pretesa di forze storicamente determinate. -1
L'opposizione all'annessionismo di Lubiana ed a qualsiasi possibile attentato al regime statutario assume allora un carattere quasi sacrale, di custodia dei patri penati: il popolo si ritrova intorno ai suoi Patrizi, difende i loro privilegi, immagini sfuocate, ma ancor vive di una passata grandezza e di una mai spenta libertà .
Inutilmente il Capitano cerca di difendere gli interessi di quanti vor­rebbero inserirsi nell'economia cittadina e, con l'incremento della produ­zione, assicurare nuove entrate allo Stato: il senso della fedeltà alla tradi­zione fa apparire il suo un abuso; provoca la generale indignazione.3) E la tradizione custodisce sicura e gelosa gli interessi dei possidenti locali, con buona pace: anzi, con la piena partecipazione dei ceti diseredati.*'
) Indicativo è, al riguardo, l'esempio della Fraterna di San Nicolò che univa i lavoratori del mare (padroni di barche e marinai): essa, che godeva dei proventi di un diritto di e ancoraggio ed arboraggio , era controllata dal Comune, cioè dai Putrissi, proprietari di quasi tutte le barche (cfr. docc. in P. ToMASUW, Reminiscenze storiche di Trieste, voi. I, Trieste, 1900, pp. 151-173).
2) Per un'edizione corretta del testo, ofr. B. ZIMOTTO, La Cronaca di Monte Mulina, Ricognizione critica, in La Porta Orientale, 1950, pp. 173-199. Sul signi­ficato politico del documento, mi sia concesso rimandare al mio Comune e Impero negli storici della Trieste asburgica, Hi., pp. 29*56.
8) Cosi ad esemplo i Patrizi hanno il popolo dalla loro quando, allegando Statuti e diplomi, impediscono ogni concorrenza dn parte di chi fosse sprovvisto dolla piena cittadinanza (che spettava a loro concedere): cosi essi difendono il loro magro capitale fondiario dalla minaccia degli abitanti dei dintorni e, impedendo l'estensione delle colture, mantengono alto il prezzo del vino sul mercato cittadino, di coi con* servano fi monopolio (clr. F. Cu SIN, op. cit., p. 446 sg.).
4) CI fanno la prova anche i Comi iti che si stabiliscono a Trieste nel 1619: noi-I'umliite della Controriforma tante volte si sono resi utili per il consolidamento del poterà centrale di fronte alle resiitenso provinciali; godono perciò dell'appoggio im-