Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <361>
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Dal municipalismo all'irredentismo
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La logica del tempo moderno, che finalmente si allaccia a quel mondo troppo a lungo addormentato, volge in senso diverso da quello di pretese supremazie di sangue o di vantate tradizioni di grandezza. Una nuova ideo­logia, che più guarda alla prassi, al successo, al prestigio economico, sì pre­senta all'orizzonte; un mondo crolla mentre uno nuovo si insinua tra le rovine del vecchio, pronto a raccoglierne l'eredità storica.
Anche l'apparato giuridico della privilegiata autonomia municipale sta crollando; ma senza grande fracasso: l'edificio esterno sembra ancora intatto, eppure l'opera legislativa degli Asburgo, con ritmo crescente gli sta togliendo ogni concreto contenuto, ed il processo di svuotamento è definitivo.
La politica legislativa asburgica abbandona ormai la via dei tentativi riformistici avventurosi e sporadici che avevano contraddistinto la sua azione dei primi decenni del secolo per impegnarsi, con Maria Teresa, in una vasta opera organica di riforme che, ispirandosi ai principi deWAufklà-rung. fa parte di un ampio programma di razionalizzazione delle strutture amministrative dell'Impero, rispondente ai criteri generali dell'accentra­mento quale momento essenziale nella costituzione dello Stato moderno. Trieste, elemento fondamentale della nuova politica economica austriaca, non può certo sfuggire a tale processo di riorganizzazione della struttura statale, né l'esigenza di assicurare un'uniformità amministrativa nelle di­verse regioni dell'Impero può essere arrestata dalla resistenza opposta dagli istituti medioevali: lo svuotamento dell 'ordinamento comunale è fatale, come pure è fatale la conseguente perdita, da parte della decrepita oli­garchia, del controllo della vita economica cittadina.
Le riforme teresiane segnano la caduta definitiva dei vecchi istituti municipali, garantiscono la separazione dei poteri politici da quelli giurisdi­zionali ed assicurano la fine degli antichi privilegi attraverso la frapposi­zione, a livello locale, di organi imperiali; così cessa, con quella del vecchio Comune, anche la figura del suo tradizionale antagonista, il Capitano ce­sareo, che diventa Intendente, direttamente sottoposto ad un Supremo Direttorio per il Commercio: e l'Intendenza Commerciale fonde e riassume in sé le antiche competenze del Comune e del Capitanato. Trieste viene, infine, incorporata con Aquileia, Fiume e altri distretti minori nella provincia del e litorale Austriaco : quando finalmente il Distretto Ca­merale è incorporato alla città, all'orgoglioso Municipio non restano che i poteri propri al mero Comune locale. Il Consiglio può estendere allora i piccoli poteri giurisdizionali che gli sono rimasti...*>' ma sono ormai ben
i) Sol tema cfr. le utili indicazioni di E. Ann, La società triestina nel secolo XVIJI, Torino, 1957.
2) SnI significato dei provvedimenti per Trieste (in particolare Bulla Huuptreso* Union del 1749) nel quadro della politica teretfuts, cfr. D. TOBBIANELM MOSCAno, op.