Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno
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1970
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Dal municipalismo all'irredentismo
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si rivolge ai ceti più bassi, cercando di realizzare pure li un ricambio al di là di quello personale, già in atto per l'attrazione che le fortune dell'Emporio esercitano sui contadini delle vicine campagne e su coloro che, anche da paesi lontani, vi vengono a cercar fortuna nella stessa mentalità popolare, per romperne la medioevale chiusura municipalistica ed accostarla ad una diversa concezione della vita civile e dello Stato: lo sforzo governativo si rivolge allora al riassetto delle strutture sanitarie e lato sensu assistenziali, si spinge in una campagna contro la mendicità che, anche grazie alla riforma delle confraternite religiose, vuol essere la premessa per una riorganizzazione illuminata del sistema caritativo, si avvia verso una nuova concezione dell'amministrazione della giustizia ispirata ai criteri di una concreta uguaglianza, si impegna soprattutto verso una riforma della cultura popolare attraverso la ristrutturazione dell'istruzione elementare servendosi sia della Chiesa che, dopo la soppressione degli ordini improduttivi, sì vuole collabori con lo Stato nella diffusione di un vivo sentimento della socialità, sia della scuola, con la creazione nel 1774 delle Normalschulen nelle quali la didattica razionalista, attraverso nuovi metodi di insegnamento e l'uso della lingua tedesca, tende a favorire l'acquisizione, da parte dell'allievo, di una vivace intelligenza critica, laica e nazionale. **
Ma questo sforzo di rinnovamento, che l'assolutismo illuminalo opera per corrispondere alle naturali esigenze di accentramento e consolidamento dello Stato, di diffusione dello spirito pubblico contro le remore del particolarismo, non riesce a raggiungere il suo scopo. L'anelito riformatore che ispira l'opera governativa pur nei limiti di ce apertura sociale propri del tempo non riesce ad investire l'intera società: manca a quella politica la partecipazione attiva, l'appoggio della borghesia locale, che non vede di buon occhio l'elevazione di altri ceti, probabili concorrenti futuri; e la spinta statale non riesce da sola a sollevare il sistema caritativo al di là della sterile dimensione filantropica, non riesce a sanare i magri bilanci delle istituzioni ospedaliere o assistenziali... Se la Chiesa continua ad esercitare la sua secolare funzione di freno sociale, ad essa si associa la nuova borghesia cittadina, concorde ncll'osteggiare le Normalschulen favorendo il permanere delle antiche scuole triviali , che ancora alla fine del secolo raccolgono la maggioranza dei cittadini: la mentalità popolare, nella stessa città e nelle vicine campagne, lungi dell'accostarsi, se non ad una più moderna visione, almeno ad un più ampio sentimento dello Stato, resta ancora legata a quei costumi medioevali dai quali l'assolutismo illuminato aveva inutilmente tentato di staccarla.
1) Ibidem, pp. 4348.