Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno
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1970
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pagina
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365
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Dal municipalismo all'irredentismo 365
Non è, a ben vedere, un ritmo disordinato quello che caratterizza lo sviluppo economico triestino: l'appariscente bellum omnium della libera concorrenza si arresta a livelli modesti di attività economica, è Questo il luogo delle ellimere fortune e dei repentini fallimenti; al di sopra vige l'ordine, la suddivisione ilei settori di competenza.
L'economia triestina risponde a sue interne regole che, molto più della legislazione asburgica, servono ad indirizzarne Io sviluppo. E le regole sono dettate da quello che è ormai il nuovo ceto dirigente della città. Quello che si ritrova nella Borsa; un gruppo (naturalmente non troppo numeroso) di famiglie che, variamente collegate l'una all'altra, dominano il commercio e si avviano a nuove, redditizie iniziative nel campo assicurativo: esse hanno sfruttato e continuano a farlo le norme, Iiberalizzatrici da una parte e protezioniste dall'altra, poste in essere dagli organi centrali per il lancio dell'Emporio; si sono assicurate posizioni di preminenza nella amministrazione locale e, tra le maglie della legge trovano il modo per garantire a se stesse il controllo del movimento economico della città. Sia nella legalità che al di fuori di essa: come nel caso dei greci che monopolizzano il settore della ... ricettazione. *>
I Gorniali, i Pellegrini, i Carciotti o i Catraro; i Luzzatto, i Morpurgo, i Levi, i Minerbi, i Costantini o i Vivante; i Dummreicher, i Biichelin, i Renner, i Griot o, ancora, i Baraux, i Platner, i Frohn, i Reyer, i Cassis Faraone e poi i Sartorio, i Balletti, gli Hagenauer etc: sono questi i domina-tori della vita cittadina, gente venuta dall'Italia come dall'Inghilterra o dalla Francia, dalla Germania come dalla Svizzera o dall'Olanda; greci ed armeni, israeliti (specie italiani) e protestanti; i loro nomi si intrecciano e si ritrovano nelle maggiori imprese commerciali, in quelle dei trasporti, in quelle assicurative e le loro ricchezze aumentano e, con esse, la loro potenza.
lare, che, già nominato Presidente del Tribunale dei Commerci, sui resti della Privilegiata lancia una propria impresa commerciale divenendo ben presto milionario. La ditta ad asso intitolata sarebbe rimasta in florida vita per più di 130 anni ed il suo nome sarebbe stato associato ad alcune ira le maggiori operazioni nel settore commerciale ed assicurativo del capitale privato triestino. Nel 1848, mentre la fiotta sarda poneva il blocco al porto, un suo successore nella ditta, Giuseppe de Renner (che firmava pure lui con il nome di Oesterreicher), Consolo generale di Danimarca, avrebbe guidato la delegazione dei Consoli tedeschi (esplicavano allora tali fon* rioni alcuni tra i maggiori esponenti del capitale triestino), che si sarebbe rivolta all'Ammiraglio Albini per dissuaderlo dal blocco di Trieste perché non austriaca, nut < città libera della Federazione Germanica > ...
1) Cfr. in Archivio di Stato di Trieste (d'ora in poi AST), C. R. Governo per il Litorale, busta 553, f. 24.
2) Basterà, per rendersene conto, correre l'elenco dei Principali mercanti ad istituti commerciali del Settecento, in Appendice a F. BASILIO, Origine e sviluppo del nostra diritto marittimo, Trieste, 1914