Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <366>
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366 Giorgio Negrotti
Era stala, soprattutto, Maria Teresa, a chiamarli a Trieste, quegli uomini di nazionalità e di religione diversa; l'Emporio aveva bisogno dei capitali ebrei, protestanti, ortodossi: l'Imperatrice aveva assicurato a coloro che apparivano più utili sul piano economico il godimento dei diritti civili, un'ampia libertà di cullo e, cosa più importante ancora, di associazione. Non si potrebbe certo dire che l'operazione economica non fosse riu­scita: convennero a Trieste uomini, energie e capitali; stanchi delle loro peregrinazioni, greci, israeliti, armeni, protestanti furono felici di fermarsi in una città dove, senza rinunciare alla loro originale nazionalità, potevano ottenere ciò che tanto desideravano: la titolarità di una chiesa in cui cele­brare i propri riti, l'apertura d'una loro scuola per studiare nella propria lingua ... In una città dove, anzi, potevano addirittura organizzarsi in auto­nome comunità.
Erano sorte eoa, nel corso del '700. le nazioni: l'Israelita, la Greca e l'Illirica. l'Armena (poi decaduta) e, accanto ad esse, si erano stabilite altre comunità dotate di particolare autonomia, quelle dei protestanti sviz­zeri e tedeschi, l'Elvetica. l'Augustana. Nel tessuto sociale e politico trie­stino, si erano dunque formati dei gruppi etnieo-religiosi dotati di propria organizzazione giuridica istituzionale: J' si trattava di nazioni proprio nel senso che il termine aveva avuto nel tardo Medioevo, e ben presto, come nel Medioevo, tali corpi intermedi avrebbero ostacolato, deviato, filtrato, fre­nato l'azione del potere centrale. La brillante operazione economica di Maria Teresa si sarebbe risolta in un concreto fallimento politico.
Destinate ad estendere sui membri della comunità un potere discipli­nare e tributario e ad esercitare sopra di questi una forma di controllo economico, le nazioni si organizzarono dunque in ima struttura rigidamente piramidale dove la posizione di rilievo era assicurata dal censo. Concorsero allora ad esercitare una funzione selettiva, complementare a quella del Governo, sull'immigrazione, a fini di autodifesa della potenza acquisita nella vita cittadina di fronte all'immissione di elementi a non utili al com­mercio : 2) le autorità centrali potevano ben rallegrarsi di tutto ciò, ma non si accorgevano che, in tal modo, si sviluppava a Trieste proprio quell'esperienza corporativa che era mancata nel Comune medioevale; non si rendevano conto di quanto ciò si opponesse alla politica di accentra­mento alla quale pur s'ispirava l'illuminismo asburgico e di quanto ciò
i) Gli Sfattiti ed altre norme particolarmente interessanti sono pubblicate in P. KAJVDI.KH, Le Nazioni di Trieste, in Stato ed onore ili Trieste, Triesie, 1862. Notizie utili riporta L. DB ÀNTONEI.MS MASTINI, op. di.
2) Ciò, ad *., era previsto al Cap. 1, art. 10 dello Statuto del 1766 della Naziono Israelita, la cjuale giunse nel '78 addirittura ad istituire una commissione permanente con 11 compito di esaminare ìa condotta e la suiRcienxa dei beni materiali di tutti i correligionari che intendessero stabilirsi a Trieste