Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <368>
immagine non disponibile

368 Giorgio Negrelli
riserve finanziarie e sono variamente collegali l'uno all'altro, restano vigo­rosamente in vita. Mutano, allora, rapidamente le ragioni sociali delle ditte commerciali, vengono sospese le attività che, come le assicurazioni maritti­me, sono legate al movimento del traffico portuale e si cerca, ora, di utiliz­zare l'organizzazione predisposta dal Governo francese per lanciarsi in nuove imprese, anche ardite, come quella di Giovanni Guglielmo Sartorio che apre, per il commercio dei cotoni di cui la Francia ha grande bisogno, una via continentale con la Turchia. 35
La grande setacciata che il Blocco ha operato nella vita economica trie­stina ha, in effetti, rafforzato il ceto più potente, che già prima la dominava e che ora, peraltro, può disporre di molto capitale liquido, non impiegato a causa del rallentamento dei commerci. Ritornata l'Austria, i maggiori capitalisti locali sentono, forse, che è ormai giunto il momento per saltare decisamente il fosso, per oltrepassare la sfera della mercatura e dedicarsi con più forte impegno ad un'attività cui già prima, ma più timidamente, si erano accostati: a quella assicurativa. I maggiori commercianti e nego­zianti triestini si fanno finanzieri.
Ci sono tutti, o quasi, fra gli azionisti e i direttori delle Compagnie che si formano o ricostituiscono subito dopo il '13: israeliti, greci, tedeschi, italiani, c'è tutta la classe dirigente plurinazionale nelle cui mani si racco­glie l'economia triestina; c'è Carlo Maffei, già Maire nella rappresentanza municipale posta in essere dai francesi, mentre sta emergendo la figura di Giovan Battista Rosmini (tra i fondatori, nel 1831, delle Assicurazioni Generali ), che già era stato il Presidente del Tribunale Civile napoleo­nico, e ci sono Filippo e Andrea Griot, Ferdinando Emmanuele Baraux, Cesare Cassis Faraone, Giovanni Guglielmo Sartorio, Ignazio Hagenauer, c'è Marco Parente, Giuseppe Lazzaro Morpurgo, c'è Demetrio Catraro, men tre va facendosi strada Angelo Giannichesi (tra i fondatori della Riu­nione Adriatica di Sicurtà , nel 1838) ...2)
L'ordinamento giuridico è lacunoso in tema di diritto marittimo, di responsabilità, di rischio: gli assicuratori, rifuggendo dalle liti , prose­guono sulla via degli arbitrati affidati ad esperti, determinando una fitta
" <;fr. (',, CEUVANI, Intorno al cosmopolitismo triestino: le Memorie di G. G. Sartorio, in A.VV-, Scritti in onore di C. De Franceschi, voi. I del Centro Stadi per la Storia del Risorgimento , Trieste, 11951, pp. 249-251, n. 26.
2) Sulla storia degli Istillili assicurativi triestini, attraverso la quale a mio avvito pansa gran parte della storia triestina dell* *800 e del primo *90Q, interessanti documenti possono essere rinvenuti già nelle opere di F. BASILIO, Le Assicurazioni Marittime a Trieste, ed il Centro di Riuntone degli Assicuratori, Trieste, 1.911 ; (6. STE­FANI), ZZ centenario delle Assicurazioni Generali, Trieste, 1931 ; In., Il Comitato triestino degli Assicuratori marittimi, Trieste, 1933; (In-), Il Ltoyd Triestino* Verona, 1938; (L. SANZIN), Nei primo centenario della Riunione Adriatica di Sicurtà, Trieste, 1939.