Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <373>
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Dal municipalismo airirredenUsmo 373
al te ferdinandiano troppi consiglieri di sudditanza non austriaca, ne sug­gerisce la sostituzione: tedeschi, svizzeri, italiani fanno fronte comune e restano al loro posto.
Cittadini di Trieste senza essere sudditi austriaci , è questo il prin­cipio al quale si ispira la classe dirigente erede delle settecentesche nazioni: di fronte alla burocrazia centralizzatrice e germanizzante, i ceti plurinazio­nali hanno ormai trovalo il loro luogo d'incontro in una nazionalità trie­stina (in cui l'elemento preponderante, almeno per la lingua, è l'italiano), capace di resistere ai tentativi di assorbimento da parte dell'Austria.
La nazione triestina è un termine che piace: richiama ricordi lontani di una passata tradizione municipalistica, che l'opera del Rossetti ha recen­temente tratto dall'oblio. Se ne impadronisce anche la fantasia popolare che la vede raffigurata in un sole che scioglie il pupazzo di neve della germa­nizzazione, sulle diffuse carte da gioco poste in commercio da una ditta locale. *) E un concetto all'ombra del quale la classe dirigente può conti­nuare a professarsi fedele all'Austria pur coltivando diverse aspirazioni che, se oggi si rivolgono alla Confederazione Germanica, nella ricerca di un più. ampio Hinterland e nella speranza di divenirne anche il porto militare, domani potranno forse indirizzarsi pure verso altre mete economiche: per esempio verso una futura Confederazione degli Stati italiani...
Il '48 europeo trova, dunque, a Trieste un ambiente già da tempo pronto ad accoglierlo: la riforma costituzionale è largamente auspicata da un'aristocrazia del denaro che non ha nulla da perdere dall'abolizione di quei privilegi giuridici o economici che sorreggono le aristocrazie di sangue e di stola nelle altre parti dell'Impero; anzi: dalle nuove leggi essa si aspetta il giusto riconoscimento del suo ruolo nella società moderna. Manda subito all'aria, perciò, il vecchio Consiglio ferdinandiano per crearne uno nuovo, più adatto ai tempi ed alle sue esigenze di presenza politica a livello locale. La Commissione provvisoria che è incaricata di elaborarne lo Statuto non manca allora di proporre di concedere senz'altro anche a non austriaci la possibilità di accedere al futuro Consiglio.
Timoroso di interventi insurrezionali violenti che avrebbero messo in pericolo il suo, già molto probabile, successo, il ceto dirigente triestino, se non vede di buon occhio il tentativo del favolatore Giovanni Orlandini che il 23 marzo, inneggiando ad una risorta Repubblica Triestina , vuol imi­tare l'esempio veneziano, non si adombra certo se un altro favillatore, Fran­cesco DalI'Ongaro, incita Trieste a divenire ad un tempo città italiana, e città libera , città anseatica , t l'Amburgo dell'Adriatico : sulle colonne dell'Osservatore Triestina, in quegli stessi giorni, c'è Pacifico Va lussi a sostenere le medesime idee, col beneplacito degli editori lloydiani.
1) Cfr. G. CAPKIN, tempi andati, IV ed., Triettie. 1927, p. 22.