Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
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1970
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Dal municipalismo alVirredentismo 377
del *42, sia quella politica del s48, sia quella economica del '49, successiva agli episodi bellici ed aggravata dalle oscillazioni del mercato dell'argento. Nel '50, mentre il movimento commerciale appare sempre più imponente e si sviluppa con rapido incremento la navigazione a vapore lloydiana, le 30 Compagnie assicurative riunite nella I Sezione stipulano un nuovo Concordato che accresce i compiti della Commissione in ordine ai rapporti interni ed esterni degli assicuratori e definisce un listino dei premi, la violazione del quale comporta la sospensione di ogni relazione d'affari con il trasgressore. Il cartello si fa dunque ancora più solido: traendo giovamento dalla protezione assicurata dalla legislazione austriaca, che non ammette la diretta immissione di Agenzie estere in concorrenza con le locali, il grosso trust assicurativo triestino domina ormai tale settore finanziario nell'economia dell'Impero, assumendone praticamente il monopolio, come pure pressoché monopolistico è l'esercizio della navigazione, assicurato dalla II Sezione del Lloyd.
Mentre, dunque, va ingigantendo il potere dell'alta finanza, il commercio triestino sta decisamente entrando, invece, in una lunga fase critica, anche se non immediatamente avvertibile per la sua lentezza: il tasso crescente d'industrializzazione di paesi prima produttori soltanto di materie prime e, soprattutto, il vertiginoso accelerarsi delle comunicazioni sottraggono man mano all'Emporio una parte essenziale della sua attività economica ed il settore commerciale tende ad assumere un ruolo d'importanza via via minore nell'economia della città, che andrà tendenzialmente riducendosi a porto di transito.
Difficoltà tecniche e finanziarie rallentano la costruzione di quelle moderne infrastrutture (come la ferrovia Trieste-Vienna, che si compie appena nel '57) che si rendono sempre più necessarie per garantire il legame dell'Emporio con il retroterra economico dell'area danubiana: la via fluviale, prima ancora che quella ferrata, sottrae a Trieste i traffici dell'interno, che vengono dirottati per la più comoda via dei porti del Nord.
Ciò che, invece, continua a seguire una linea ascendente, è il traffico marittimo; il Lloyd non è solo il signore potente della navigazione adriatica, il tramite dei rapporti economici dell'Austria con gli Stati della penisola italiana: la sfera dei suoi interessi si estende al di là del Mediterraneo, tocca l'Oceano Indiano. Si medita il taglio dell'istmo di Suez: Bruck. inter-nunzio a Costantinopoli, ottiene dal Viceré d'Egitto la concessione dell'inizio dei lavori e, Ministro delle Finanze, cerca di spingere PAustria a partecipare al finanziamento dell'opera. Se non ci riesce, è Pasquale Revoltella, banchiere, assicuratore, amministratore del Lloyd, e suo amico personale, ad intervenire con i propri capitali; e la Compagnie Universelle du Canal de Suez (della quale il Revoltella diviene Vicepresidente) può accingersi élla realizzazione dell'impresa.