Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <379>
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Dal municipalismo all'irredentismo 379
coesione, di unione spirituale tra i popoli: anche in ciò Trieste, luogo d'in­contro di nazioni diverse, si fa tramite per la politica mitteleuropea del grande Ministro dell'Impero. 1>
Le esigenze della politica austriaca si sposano perfettamente, d'altra parte, con gli interessi dei grossi finanzieri triestini. Il monopolio realizzato nel settore spinge gli assicuratori triestini fuori dai limiti dell'Impero, alla conquista di nuovi mercati: spuntano allora in molte parti d'Italia agenzie delle Assicurazioni Generali, della Riunione Adriatica di Sicurtà, delle altre Compagnie triestine, spesso con diritti di privativa nell'esercizio delle loro attività; vengono acquistati fondi agricoli e urbani... già nel '52 le Assi­curazioni Generali da sole possiedono beni per circa un milione di lire nello stesso Piemonte.
Se con la sconfitta del '59, con la morte del Bruck, la politica ita­liana degli Asburgo è destinata a cessare, non uguale sorte avrà dunque la politica del capitale finanziario triestino che consoliderà negli anni suc­cessivi le proprie posizioni di forza nella Penisola.
Nel dicembre '59, quando ancora l'Unità non è compiuta e molti si aspettano ancora una soluzione federale del problema italiano, viene redatto a Trieste un Memoriale , da trasmettersi ad un a Congresso Europeo previsto per l'anno seguente a Parigi (ma poi non convocato): si auspica Trieste ce città libera , legata politicamente alla Dinastia austriaca, ma con ampia autonomia locale; si propone, però, che sul piano economico essa et faccia parte della Confederazione italiana . Si sentono gli echi delle idee bruckiane, ma ci sono pure, in embrione, gli elementi di quella linea poli­tica che sarà propria della classe dirigente triestina nel successivo decennio: l'autonomia della città è difesa e giustificata di fronte all'Austria dalla necessità di evitare che il popolo faccia da sé, manifestando violente­mente la propria volontà, legata allo ce spirito nazionale rinascente . s> Fedeli all'Austria, ma aperti verso l'Italia: i ceti dirigenti triestini, legali tutti agli ambienti dell'alta borghesia capitalista, vogliono poter con­tare su un mercato che li garantisca di fronte alla grave crisi finanziaria che sta già avanzando (e che, sia pure con varie alternative, accompagnerà l'Impero negli ultimi sessantanni della sua vita).
1) Naturalmente, il Lloyd seguiva un'analoga politica colturale indirizzata verso J paesi di lingua tedesca con la pubblicazione del periodico lllustrìertes Familienbuch (oltre che a Trieste, la rivista aveva sedi redazionali a Vienna e a Lipsia), dal quale erano spesso tratti - - adattati al pubblico italiano articoli poi ripubblicati in e Let­ture di famiglia . Mentre l'edizione italiana, dunque, trascinatasi stancamente per un paio d'anni dopo In fine dell'egemonia austriaca nella penisola, avrebbe cessato nel '62, quella tedesca avrebbe accompagnato le speranze egemoniche dell'Austria in Ger­mania fino al '65, olla vigilia della sconfitta ad opera dei prussiani.
fi) Il doc. è raccolto da F. SALATA, // diritto d'Italia su Trieste e l'Istria, Torino, 1915, pp. 300-306.