Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <381>
immagine non disponibile

Dal municipalismo all'irredentismo 381
più, d'impronta garibaldina; da quegli ambienti cioè che, soprattutto dopo il 59. danno luogo al fenomeno dell 'emigrazione.
Dopo la lunga stasi dell'a era Bach , frattanto, l'attività legislativa degli Asburgo ha una ripresa: accelerata, disordinata.
Segna dapprima il prevalere delle esigenze proprie delle correnti fede­raliste, che mirano ad un decentramento del potere statale: promette un Parlamento, affida ampia competenza legislativa alle Diete dei Lander nel rispetto delle individualità storico-politiche dei Paesi della Monarchia (Diploma imperiale del 20 ottobre 1860), e trova dalla sua i polacchi, i boemi, che invocano il riconoscimento del proprio diritto di Stato , trova i croati che auspicano la formazione di un triregno con la Slavonia e la Dalmazia ... ma scontenta i magiari, che vogliono garantita la continuità del loro diritto di Stato , delle leggi costituzionali d'Ungheria, della loro supremazia sulle nazionalità minori viventi nella loro Provincia. C'è allora una nuova battuta d'arresto in senso centralista: la Patente imperiale del 26 febbraio '61, apparentemente solo esecuzione del precedente Di­ploma, riporta nei consueti ristretti termini la competenza delle Diete, che assoggetta anzi , attraverso il meccanismo elettorale, ad una più pro­fonda ingerenza politica del Governo centrale. Risorge il generale malcon­tento, si risollevano le agitazioni nazionali: ben presto anche i cechi, che già avevano prestato fede al miraggio parlamentare, abbandonano l'Assem­blea per rinserrarsi nella Dieta boema, seguendo l'esempio d'intransigenza degli ungheresi, verso i quali come agli avversari più forti, che possono all'occorrenza diventare opportuni alleati la Corte viennese si avvia ad operare un lento avvicinamento ...
In tanta agitazione, Trieste mantiene una calma esemplare: essa gode di uno Statuto che, attraverso una prassi compiacente, le assicura ormai un'ampia autonomia. Riscopre nelle leggi generali l'aspetto che più le ag­grada, ed a quello si appoggia nella tutela dei diritti storici della città; la Costituzione, secondo la stessa Patente imperiale, è il complesso delle leggi fondamentali , di quelle <r precedenti , di quella appena create, di dii quelle riattivate : il richiamo esplicito alla permanente efficacia di leggi fondamentali , di quelle precedenti , di quelle appena create, di quelle a riattivate : il richiamo esplicito alla permanente efficacia di leggi fondamentali a precedenti è interpretato allora dal Comune triestino come riconferma di un'antica autonomia, come reviviscenza di quei diritti che, nel corso dei secoli, il Municipio Patrizio aveva allegato, di quelle pretese che aveva avanzato per difendersi da ogni possibile ingerenza del potere centrale.
Si pretende dunque che la tutela di tale autonomia sia stata alla base della stessa legislazione leresiana, si ripete che Trieste ce mai sempre si è mantenuta in una specie d'autonomia eccezionale , come già sulla