Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <382>
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382 Giorgio Ne gretti
spinta del Bruck era stato affermato nella Relazione ministeriale che nel '49 aveva preluso allo Statuto: *) il regime amministrativo cittadino di quasi tutta la prima metà deli' '800 viene opportunamente dimenticato, vien svisato il senso di quello teresiano, per non dir del giuseppino; nel richiamo ad una storica autonomia triestina si risale al periodo precedente il Por-toranco, al Medioevo; si ricorda l'atto di dedizione del 1382 ... si rispolvera il mito della perpetua ce libertà triestina.
Trieste si chiude nel suo Statuto, si considera quasi estranea alla sfera di giurisdizione delle leggi imperiali; ed il Governo lascia fare. Niente di strano, se si pensa che Luogotenente del Litorale è allora quel Federico Maurizio Burger che nel '48, consulente legale della Borsa, ha col Bruck rappresentato la città a Francoforte; quello stesso che, legatis­simo agli ambienti del Lloyd, di li a poco avrebbe assunto il Ministero della Marina e, passato il suo momento politico, ritornato a vita privata, avrebbe ripreso l'attività di ... finanziere.
H mondo della finanza triestina vuole la massima autonomia per poter godere la massima libertà di movimento; e, di fatto, l'ottiene.
Sono tutti d'accordo: divisi talvolta nelle opinioni, più o meno aperte alle correnti liberali, i finanzieri triestini sono un sol uomo nel difendere le prerogative della città; lasciano gli immortali principi alle scherma­glie dell'innocua oratoria, ma sui problemi che direttamente e concretamente interessano la vita economica della città e la sua autonomia, si trovano sem­pre sulla stessa posizione, rigida di fronte alle pretese d'intervento da parte del Governo centrale. C'è chi osserva con grande attenzione il nuovo Regno e vuole l'economia triestina più strettamente collegata a quello, é'è chi in­vece segue con maggior interesse lo sforzo egemonico dell'Austria in Ger­mania e ne asseconda la politica per non perdere i contatti col grande mer­cato centro-europeo: tutti però si trovano insieme, d'accordo nel ritenere necessaria per tutto ciò ima forte autonomia di movimento ... e i capitali triestini penetrano sia in una parte che nell'altra.
Tale unità di fondo è comprensibile: destra e sinistra, liberali e fedeloni (come impropriamente sono stati poi tradizionalmente definiti i due gruppi) sono tutti espressione di uno stesso mondo cosmopolitico, di uno stesso ceto dirigente, quello finanziario delle Banche, delle Assicura­zioni, del Lloyd, di qualche grossa industria o Casa commerciale locale; sono intimamente legati da rapporti palesi e segreti, degli affari e della masso­neria: 2) Antonio Vidacovich, detto per il suo caldo patriottismo il Con-
1) Il documento e riprodotto in P. KAMDLBR, Slato ed onore di Trieste, cit., pp. 7-10.
2) Conservali nell'Archivio di Stato di Trieste, ho rintracciato vari Elenchi di soci della Società Filarmonlco-Draminaiicu in Trieete > (divenuta la facciata esterna, ufficiale della Loggia triestina); e una lettura veramente interessante: vi si ritrova