Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno
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1970
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pagina
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383
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Dal municipalismo all'irredentismo 383
sole dell'Istria , lavora nello studio d'avvocato di G. B. Scrina, il consulente delle a Generali , capo dei fedeloni ; i l' italianissimo Giovanni Baseggio è in stretti rapporti con il tedeschissimo G. C. Platner; 2* perfino il grande istrione, il popolare tribuno, Francesco Hermet, che ancora nel '58 la polizia schedava come teatralagent ,a* dal '56 è, in realtà, entrato definitivamente nella finanza e, dal settembre del '60, è titolare dell'Agenzia Generale per il Litorale della neocostituita Fenice Austriaca , la maggiore Compagnia assicurativa di Vienna ...4*
E superfluo dire che, in un tale ambiente, le elezioni per il Consiglio-Dieta si svolgono in un'atmosfera priva di lotta: come pure al tempo del decennale , in tutti i corpi si trovano candidati comuni alle due liste.
Al Comune, poi, i consiglieri fanno spesso blocco unico per sollecitare dall'Austria quegli interventi che possano servire, perdurando la crisi economica dell'Impero, a collegare Trieste col suo retroterra danubiano; ma, mentre in Germania s'incrementa la costruzione di nuovi tronchi ferroviari gravitanti sui porti nordici, a progressivo detrimento dei traffici triestini, l'Austria esita e tentenna di fronte alla necessità di estendere le linee ferroviarie fino a Trieste, in modo da costituire una linea naturale per il commercio delle sue provinole interne con i paesi del bacino mediterraneo, con quelli persino dell'Oriente, che l'intraprendenza del Lloyd ha ormai avvicinato all'Impero e che il taglio dell'Istmo di Suez renderà ancora più prossimi.
Bloccata, dunque, nella sua espansione commerciale verso l'interno, Trieste continua nella sua politica adriatica: il nuovo Stato italiano, quasi del tutto privo ancora di una produzione industriale e di commerci autonomi, si appoggia infatti al porto triestino. La situazione non durerà a lungo, ma vale almeno negli anni sessanta ad avvicinare la città più all'Italia che all'Austria.
Nell'Impero, d'altra parte, il clima non è certo dei più propizi per i finanzieri triestini: lo Stato sembra addirittura accarezzare l'idea d'un suo diretto intervento nell'attività assicurativa, attraverso l'istituzione di un'assicurazione generale sui pericoli di guerra; scartata tale idea, ne agita presto un'altra: l'introduzione della concorrenza delle Compagnie estere nel ramo
pressoché tutto il ceto dirigente triestino delle più diverse (in apparenza) tendenze politiche; f-Cfr, ASF* Archivio della Presidenza della Direzione di Polizia - TIISEII-VATA - Biisia 262, anni 1862-1905 Atti Società Filarmonico-Drammatica).
) Cfr. AST, 1. B. Luogotenenza del Litorale - Atti Presidiali Riservati' anni 1858*66, n. 74/P-1862.
2) Cfr. AST, L R. Luogotenenza del Litorale - Atti Presidiali Riservati anni 1867-78, ad n. 11/PJ.-1869.
3) Cfr. AST, L R. Luogotenenza del Litorale - Ani Presidiali Riservati - anni 1858-66, ad n. 14/P.P.-J858.
*) Cfr. 6. STEFANI, // Comitato triestino degli Assicuratori marittimi, eh., p, 120,