Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <384>
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384 Giorgio NegreUi ,
marittimo. E non è lutto: è sempre più giustificato il timore che il clima d'uguaglianza, connesso al nuovo sistema parlamentare e rinforzato dal centralismo, possa finire con l'incidere sui privilegi goduti dall'Emporio e sulla stessa struttura amministrativa della città ...
Trieste si predispone a difendere ad ogni costo la sua privilegiata con­dizione economica ed amministrativa: quasi spinti verso l'Italia dalla stessa politica austriaca che, più che delle sue provincie meridionali, sembra darsi cura della propria sfera d'influenza in Germania, in una pericolosa sfida alla crescente potenza prussiana, i ceti dirigenti triestini si trovano uniti, nella pretesa di una sempre maggiore autonomia politica di fronte a Vienna.
Aspetto eloquente di tale indirizzo è l'atteggiamento assunto dal Lloyd nel suo Congresso generale del settembre '65; è passato il periodo in cui la Società poteva contare sull'appoggio del Bruck. ed è passato anche da poco quello in cui al Ministero della Marina sedeva F amico Burger: pur continuando a godere dei contributi statali e pur chiedendone nuovi, a nome degli azionisti sono proprio i e fedeloni Scrinai, Sartorio, Re-gensdorf,1 a protestare contro l'ingerenza governativa negli affari interni del Lloyd, dando inizio a quell'azione di resistenza nei confronti di Vienna, per evitare i controlli sull'andamento politico-finanziario della Società, che caratterizzerà gli ultimi decenni della storia <c austriaca del Lloyd.
Con tutto ciò, tuttavia, la vita ufficiale triestina riesce a mantenere un aspetto sostanzialmente legalitario: non si affianca agli istriani nella prote­sta astensionistica del ce Nessuno , manda invece regolarmente i suoi rap­presentanti al Parlamento. Li manda con un compito preciso: quello di sostenere i privilegi e l'autonomia della città.
Ma oltre e più che a Vienna, l'autonomia triestina va tutelata in casa: è qui che vanno coltivate, mantenute, sviluppate le condizioni per il suo necessario riconoscimento. La classe plurinazionale che domina il Municipio-Dieta inizia allora una politica di difesa e svHuppo della lingua e italiana , di quello cioè che si è visto essere l'elemento preponderante di quella nazio­nalità tf triestina in cui i ceti dirigenti si riconoscevano e che già avevano opposto ai tentativi di germanizzazione operati dalla politica austriaca: se nel 1851, al Consiglio decennale, soltanto pochissimi si erano levati a sostenere la necessità dell'introduzione della lingua d'insegnamento italiana nel ginnasio, che il Governo manteneva tedesco, quando dieci anni dopo si riapre il problema, il diritto di Trieste a quell'insegnamento è unanime­mente affermato e la proposta di un consigliere che vuole una preventiva statistica sulla nazionalità dei cittadini cade nel vuoto. "'
i)CSr. Mo.), U Lloyd Triéttìno, *it., p. 242 sg.
~) Cfr. Verbali del Consìglio Provinciale è Municipale di. Trieste, Trieste, 1861, pp. 30*33.