Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <385>
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Dal municipalismo all'irredentismo
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Affermare il carattere eminentemente italiano della a nazione trie­stina , della sua cultura, della sua lingua è già un modo per affermare la necessità, da parte del Governo, di un particolare riguardo dovuto a Trie­ste, a tutela delle caratteristiche specifiche della città; è una resistenza alla germanizzazione che significa soprattutto difesa dal centralismo, difesa del potere politico locale, difesa della libertà di movimento economico da parte di una classe che è proprietaria di una grossa fetta del capitale finanziario austriaco.
Alle pretese del Governo centralista, dunque, il Comune oppone la tu­tela della nazionalità, il proprio Statuto, oppone i diritti storici : si ac­cinge, anzi, a fare di questi ultimi una paziente ricognizione. H Podestà. Stefano Conti già nel *6l affida al maggiore storico cittadino, Pietro Kandler, il compito di raccogliere ogni documento relativo allo status giuridico della città... Quando escono le prime puntate della raccolta, i committenti restano allibiti: gli antichi documenti non mostrano un Municipio indipen­dente o quanto meno autonomo, ma suddito; Trieste non appare soggetto contraente, collegato all'Austria da vincoli reciproci, Stato da Corona come da tempo il ceto dirigente va sentenziando pubblicamente. La vantata storica autonomia assume una proporzione ben diversa da quella immagi­nata: la città mostra di essere sottoposta piènamente e da lungo tempo alle leggi austriache: sparisce il Medioevo e Trieste mostra di far parte di un moderno Stato costituzionale. ''È un grave colpo per il Comune; il primo a farne le spese è il Kandler, che viene esonerato dall'incarico: si nomina, in sua vece, una Commissione consiliare, ne sono a capo Carlo Nobile e Raffaele Costantini, elementi di cui ci si può fidare.
E non bisogna, infatti, andare in cerca di guai in una situazione cosi ricca di fermenti e di interrogativi qual'è, sul finire del '64, quella austriaca, dove il federalismo appare in piena ripresa: nel vicino Regno gli ambienti ufficiali si dichiarano estranei ad ogni disegno annessionistico riguardo Trie­ste, in cui ravvisano presenti forti interessi dell'amica Germania, ma il mondo dell'emigrazione è in subbuglio e da una terza guerra d'indipen­denza si aspetta tutta l'Istria con la sua naturale capitale.
Il 16 gennaio '65 il Consiglio a maggioranza fa cadere (con cavilli giuridici) ima proposta che mira a sconfessare un documento separatistico attribuito in quei giorni ad un gruppo di triestini: ciò provoca lo sciogli­mento del Consiglio, la formale indignazione dei cosmopoliti di destra e le formali scuse di quelli di sinistra ; poi nuove elezioni e nuove can­didature comuni... 11 Municipio ha acquistato di fronte agli emigrati la
t) Sul significato dell'opera del Kandler mi sfa ronccno richiamare ancora il mio rit. Comune e Impero* pp. 200 sgg.