Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <386>
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386 Giorgio Ne gridìi
sua patente di martirio, la nuova maggioranza consiliare può garantire la sua fedeltà all'Imperatore, ed il Comune lutt'intero può apprestarsi a racco gliere i benefici che la nuova politica austriaca sembra offrire: dal 27 lu­glio, infatti, il Gabinetto ce centralista dello Schmerling ha ceduto il posto a quello federalista del Belcredi.
E le promesse federalistiche sembrano adempiersi: il 20 settembre '65 la Sistierung, la sospensione cioè di quello strumento del centralismo che era stata la legge del '61 sulla rappresentanza dell'Impero, fa rinascere le speranze delle diverse provinole austriache, che vogliono istituzioni corri­spondenti al loro <c diritto storico e alF indole differente delle differenti regioni .
Alla vigilia della guerra con Prussia e Italia, tale iniziativa del nuovo Governo, dunque, indirizza sulla via della legalità le istanze di quei paesi che chiedono il riconoscimento del proprio diritto di Stato : accanto alle pretese delle Corone di S. Stefano e di S. Venceslao, si ergono pure quelle dell'antica ce Respublica triestina. Il Consiglio-Dieta plaude alla Sistìerung: essa non solo proteggerebbe lo Statuto del '50 e la Relazione ministeriale del '49, ma garantirebbe la permanente efficacia degli elementi contrattuali­stici impliciti nello stesso atto del 1382; all'unanimità s'invita pertanto il Governo a riconoscere l'<c autonomia di Trieste, derivata dal ce patto di sua dedizione all'Augusta Casa Imperante . '*
Nella piena legalità, dunque, Trieste si dispone a giocare la carta fede­ralistica, a tutela della propria autonomia . La Commissione consiliare nominata per riveder le bucce al Kandler non ha pubblicato alcuna relazione ufficiale; esce invece un libello, postumo, di Carlo Nobile: 2) Trieste vi ap­pare dotata di una doppia autonomia , politica e commerciale; quella politica è vista come indipendenza da ogni altra cosa che non siano le leggi patrie e (bontà sua) il Sovrano, il quale tuttavia ha l'cc obbligo di proteggere la città contro chi siasi e di governarla a secondo gli sta­tuti e le consuetudini di lei . Se le franchigie politiche si considerano derivate dall'antica indipendenza del paese , quelle commerciali , poi, si ritengono a innestate alle precedenti .
Sono le tesi del Rossetti: l'idea della continuità del diritto pubblico triestino, del suo regime privilegiato, che non vuol vedere le sostanziali dif­ferenze tra l'assetto giuridico del comunello medioevale e quello della grande città borghese ottocentesca, che non distingue tra i privilegi di Leopoldo e le a leggi generali teresiane, riavvicina cosi alla moderna cosmopoli la mitica Respublica cara ad Ireneo.
Cfr. Verbali dello Dieta provi/telate di Trieste, Trieste, 1865, pp. Ili sg. e 198 sg
*) Cfr. C. NOBILE, Franchigie storiche e Portojranco di Trieste, Trieste, 1866.