Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
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1970
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Dal municipalismo all'irredentismo
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h'autonomisma dei ceti dirigenti della Trieste finanziaria e commerciale si richiama dunque attraverso la mediazione gratuitamente offerta dal Rossetti all'antico municipalismo del Comune Patrìzio, fa propria una tradizione che gli è completamente estranea, si veste del manto di una dignità secolare: la classe dirigente della nuova Trieste si pretende erede dell'antica, afferma l'ininterrotta continuità della sua azione con quella di una precedente classe dirigente, che essa stessa, in realtà, ha distrutto, spazzato via. Domenico Rossetti che, coperto della sua rossa assisa di Patrizio, la città borghese aveva accompagnato alla tomba non potendo frenare un sorriso d'ironia e di compatimento, si fa ora presenza viva ed emblematica nelle rivendicazioni del Comune: alla sua autorità , la più autorevole nella conoscenza delle cose patrie, si richiamano tutti, destra e a sinistra ; si richiamano i fedeloni , lo Scrinzi ed il Pascotini, si richiama lo Hermet, il liberale . Pietro Kandler, reo di credere in uno Stato moderno, vien cacciato dall'Archivio comunale ed escluso da ogni responsabilità pubblica.
Un piccolo ritocco alle tesi del Rossetti, e l'autonomismo può essere esportato. Ci pensa sempre nel '66, mentre l'Italia sta scendendo in guerra Raffaele Costantini, emigrato a Firenze, segretario nell'Agenzia Generale della Riunione Adriatica di Sicurtà diretta dal Seismit Doda, il futuro Ministro delle Finanze del Regno: tutto è vero quel che si dice di Trieste; alla base della sua condizione giuridica sta l'atto di dedizione con il suo preciso carattere di bilateralità; ma qui sta la cosa che a Trieste non si può dire, che cioè l'Austria ha mancato ai suoi doveri, che ha tolto alla città la sua millenaria indipendenza convertendo un a protettorato in a Sovranità . *)
Tradita da un contraente infido, Trieste dunque, con i suoi capitali e la sua ben nota fedeltà , può anche cercarsene uno nuovo, disposto a trattare e... a mantenere gli impegni.
Passata la guerra con l'Italia, passata anche la fase federalista con la caduta del Beleredi e l'ascesa del Beust, con l'Austria decisamente sostituita dalla Prussia nell'egemonia in Germania, Trieste, sia pur nelle vie della legalità, non cessa di predicare e difendere la propria autonomia e i propri privilegi. La politica economica del Governo, che s'ispira a principi liberi-stici, pur aumentando la produzione ed il movimento commerciale e diminuendo il debito pubblico, è destinata, d'altra parte, a ripercuotasi negativamente sulla vita della finanza triestina, dove gli stessi assicuratori trovano violato il loro monopolio dall'ammissione della concorrenza di Compagnie
L) Cfr. f K. COSTANTINO, Memoria sulle condizioni politiche ed economiche della città di Trieste* Firenze, 1866. Sull'argomento ebbe grondo diffusione in quel tempo il volarne di S. BONFIGLIO, Balia e Confederazione Germanica, Torino, 1865.