Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno
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1970
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pagina
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389
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Dal municipalismo al l'irredentismo 389
giunti con questa nazionali là, ma vogliamo essere uniti ad un'Austria grande, ma niente più, insistendo però sui nostri diritti che ci sono garantiti .J)
I diritti della nazionalità, dunque, quelli che tutti i popoli dell'impero chiedono e che la Costituzione austriaca promette: ma proprio su questo punto c'è una specificazione che prevede futuri sviluppi. L'anno precedente si era invocata la a perfetta eguaglianza e parificazione di diritto di tutte le stirpi, che compongono l'Impero austriaco, rispetto alla loro lingua e nazionalità ,-) questa volta si opera una precisazione: la nazionalità che va garantita a Trieste è l'italiana.
Una nuova situazione sembra essere finalmente maturata: non c'è più il richiamo ad una nazione triestina , punto d'incontro dei ceti plurinazionali; israeliti, greci, persiani d'origine come lo Hermel. affermano tutti la loro nazionalità italiana.
Ma ciò, tuttavia, nell'Austria dei popoli diversi, retta da un Ministero liberale, centralista, ma non certo sordo agli argomenti del federalismo, significa pur sempre pretendere un trattamento particolare, perché corrispondente alle esigenze d'autonomia connesse ai diritti di una a minoranza nazionale , Il discorso dei triestini, però, collegato com'è alla difesa dei diritti storici di una ben determinata città, e non aperto alla tutela dei diritti comuni a tutti gli italiani in terra d'Austria, è ben lontano da quello, per esempio, che è agitato da anni dai patrioti istriani; :,) la pretesa del riconoscimento di uno Staatsrecht triestino è cosa ben diversa dall'affermazione dei diritti della nazione italiana nell'Impero: di fronte all'Austria si leva ancora la nazione triestina, quella dei ceti dirigenti della città cosmopolita ; se il discorso cambia nei termini, non muta certo nella sostanza.
E il linguaggio deve, in effetti, cambiare non solo perché c'è ormai, a poca distanza, un Regno d'Italia, ma soprattutto perché proclamare i diritti d'una nazione triestina , da una parte è cosa che non è più capita dal popolo, dall'altra può addirittura essere argomento pericoloso per gli stessi ceti che detengono il potere nella città.
L'opera stessa del Comune che, nel corso degli anni sessanta, ha assunto per legge o per propria iniziativa la gestione dell'istruzione inferiore e superiore, ha provveduto alla diffusione della cultura italiana; parlano dell'Italia gli istriani, i veneti, i friulani, e non solo i ceti borghesi colti, ma anche quanti (carpentieri, operai, marinai, bottegai, etc), attratti da una grande città che cresce ogni giorno di più, vi si sono stabiliti per esercitare in modo maggiormente sicuro e redditizio il loro mestiere. E poi,
>) C'fr. Verbali della Dieta provinciale di Trieste, Tritiate, 1868, p. 166. 2) Cfr. Verbali della Dieta provincitde di Trieste, Trieste, 1867, p. 8. 8) Su di questi cfr. almeno G. QUARANTOTTI, Storia detta Dieta del Nessuno, in Atti e Mem. detta Soc, Istriana di Archetti, e St. Patria, 1936, pp. 114209.