Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <393>
immagine non disponibile

pai municipalismo all'irredentismo 393
ancora ad una lotta comune antigovernativa, ad un'efficace solidarietà. " Il ceto dirigente riesce così, allora, a separare dal nascente nazionalismo conta­dino sloveno, il proletariato urbano d'origine slava, ancora facile all'assor­bimento snazionalizzante ed a collegarlo attraverso le organizzazioni da esso stesso controllate alla propria politica.
È, tuttavia, proprio nei confronti del movimento nazionale italiano che il partito del Progresso deve sfumare il suo atteggiamento: se* infatti, (ino a quando si trovavano ancora all'opposizione lo Hermet ed i suoi pote­vano favorire la confusione di concetti e non respingere le voci popolari che attribuivano al loro movimento una volontà nettamente separatistica e ta­lora a mazziniana , se anzi essi stessi avevano potuto favorire simili at­tribuzioni, salvo poi dimostrare alla polizia la propria completa estraneità a tali tendenze; ormai, ben collocati al vertice dell'amministrazione comu­nale, essi devono procedere sulla via della legalità e negare ufficialmente resistenza di ogni collegamento con il Partito d'Azione .
Escono allora opportunamente dalla Società del Progresso quelle persone che si sono maggiormente esposte, quelle che sono servite da inter­mediarie con il Partito d'Azione : raggiunto il potere locale sull'onda dell'entusiasmo popolare, sulla spinta emotiva provocata dalle parole d'ef­fetto Mazzini, Garibaldi, Repubblica , che i circoli culturali e sportivi variamente collegati alla Società del Progresso hanno raccolto e diffuso, la nuova maggioranza del Consiglio municipale può ripigliare il suo pro­gramma più autentico; può abbandonare le sue apparenti ultratendenze nazionali, e predicare l'incondizionata autonomia, il diritto storico , il più ampio federalismo, l' indipendenza di Trieste, in una parola.2)
Scrollatasi di dosso la veste rivoluzionaria di cui si era ricoperto durante la sua ascesa al potere, il partito degli ce scopi personali , come lo chiama il Moering, 3> prosegue dunque nella sua linea d'azione ormai tradi­zionale, mentre il Governo non può far nulla contro di lui, perché non si trova più di fronte alla tesi di un distacco (Losreissung) di Trieste collegato
tt Cfr. G. CESARI, op. cìt.s pp. 42 sg. e SI ag.
2) Trovo ampia conferma delle tesi qui sostenni nel lungo rapporto sulla situa­zione politica triestina che il Luogotenente del Litorale, tenente maresciallo Cari Moe­ring, spedi al Ministro Giakra il 5 agosto 1869. Il documento (che ho rinvenuto in ASTf 1. R. Luogotenenza del Litorale Atti Presidiali Riservati anni 1867-78, m 11/Prach. Geh.'tì9) era già noto al TAMARO, il quale tuttavia lo ha interpretato a -.ita maniera in Storiti di Trieste cit., voi. IL pp. 448*50 e soprattutto in Tritate, storia di una città e di una fede, Milano, 1946, pp. 180 sgg.
3) Ibidem. Il Moering scrive anche (in italiano nel testo) Hermet non sogna altro ''li':- la collana d'oro dei borgomastri anseatici , aggiunge che il municipio in­tiero risguarda Trieste quale oggetto preso in affino*, egli considera tutto ciò come il frutto delle semenze Bruclrìane nel '48 > : e non mi pare questa una considerazione; da poco, come sembra ritenere il Tamaro!