Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
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1970
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Dal municipalismo all'irredentismo
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volti all'Italia, essi possono infatti proseguire nella loro politica d'impronta indipendentistica nei confronti di Vienna.
L'autonomismo della Dieta, frattanto, sta raggiungendo gradi sommi: sull'esempio boemo, al quale sempre più di frequente ci si rifa, si vuole, una prima volta nel '70, disertare il Parlamento; lo Hermet vi si oppone, svincola l'adesione da qualsiasi pregiudizio ai principi d'indipendenza derivanti dal diritto storico e sostiene ancora per Trieste un trattamento simile a quello ungherese. I triestini appoggiano così anche il federalismo reazionario del breve Ministero Hohenwart, che pone a base della federazione la provincia come aggregato storico immutabile, non la nazione, il Kronland e non il Votk, gravando sulle minoranze nazionali e favorendo nella situazione triestina le classi borghesi sulle contadine; appoggiano le proposte di modifica della Costituzione, ma hanno cura di avvertire sulla loro stampa che, così facendo, non vogliono votare per il Ministero, ma mostrare di non fare a comunella con i centralisti: *) di fronte alla popolazione la coscienza è salva.
Il Rescritto Sovrano del 12 settembre '71, che riconosce i diritti storici della Boemia e suscita la speranza di una soluzione e trialistica dell'assetto dell'Impero, sembra aprire uno spiraglio per le analoghe richieste di Trieste, ma la caduta dello Hohenwart ed il ritorno centralista col Ministero Auersperg segnano una battuta d'arresto: ciò non toglie che, quasi ad ogni nuova sessione, la Dieta non riproponga il suo consueto indirizzo sul riconoscimento e sulla tutela dei diritti storici che, con piccole modifiche, ripete i termini di quello iniziale del '67.
Ora serve per chiedere una maggiore autonomia, sul tipo di quella già goduta dai magiari e richiesta dalla Boemia; ora serve per cercar di bloccare, in forza dei privilegi acquisi sulla base della legislazione precedente statutaria e non ogni nuova disposizione che possa ledere gli interessi dei ceti dirigenti triestini. Ora, dunque, si presenta come atto propulsivo, sollecitatore d'un'iniziativa politica, ora come elemento di resistenza, di conservazione: sono le due facce della politica tendenzialmente indipendentistica del Comune di Trieste di fronte a Vienna ed ai suoi Ministeri, oscillanti tra federalismo e centralismo. E non va dimenticato che, in Austria, è spesso il centralismo a colorarsi di tinte più concretamente liberali.
È nel secondo significato, quello della resistenza alle innovazioni, che l'appello ai diritti storici prevale dopo il '72. Una prima occasione è offerta dall'iniziativa ministeriale che, in quell'anno, propone una legge sulle elezioni dirette per il Parlamento che toglie alle Diete la scelta dei deputati: è il tentativo di aggirare l'astensionismo in particolare della Boemia
i) Cit, in A. VIVAHTB, Irredentismo adriatico, nuova ed., Firenze, 1954, p. 104,