Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <396>
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Gioreio N Garelli
che ostacola Fattività del Consiglio dell'Impero, Convocate le Diete per esprimere un parere sulla proposta legislativa, quella triestina, nella seduta del 7 dicembre '72, i vota una Risoluzione in cui si dichiara contraria all'introduzione delle elezioni dirette perché lesiva, tra l'altro, a in quanto all'invio dei due deputati al Parlamento , dello Statuto della città, il quale non sarebbe modificabile se non con il concorso della sua legale rap­presentanza .
L'atteggiamento della maggioranza consiliare è, dunque, sotto il pro­filo giuridico, quello consueto, ben noto nella sua speciosità. Ma più inte­ressante, ed ancor più speciosa, è l'argomentazione di principio da essa sostenuta a giustificazione del suo atteggiamento: non si conoscono le precise disposizioni sul diritto di voto né sulle modalità di elezione, si sa soltanto che si vuol togliere alle Diete la nomina dei deputati per affidarla alla popo­lazione. Si considera allora un ostacolo invalicabile per le elezioni dirette il fatto che convivano nei Lànder diverse nazioni: ciò che si teme è, dunque, l'interno sgretolamento dell'unità amministrativa provinciale; si teme la per­dita del predominio esercitato sulle minoranze nazionali, del ceto borghese sul contadino.
Se ne rende conto il rappresentante del territorio , Giovanni Naber-goi, che vede nella resistenza della Dieta un tentativo di comprimere lo sviluppo dei diritti degli sloveni, ma è lo Hermet ad esaltare l'atteggiamento della maggioranza, colorandolo dei principi del liberalismo. Egli tesse l'elogio del federalismo, del sistema dello Hohenwart e del Potocky, vede in esso realizzata la conciliazione delle diverse nazionalità; se gli è forza ammet­tere che talvolta il federalismo porterebbe ad un'a influenza prevalente dei clericali e dei feudali (e tace naturalmente di quella dell'alta borghesia), afferma subito che subentrerà in breve il diritto popolare, subentrerà la democrazia : ed il federalismo è inteso allora come momento necessario per la realizzazione di quella ... La proposta governativa, dice lo Hermet, è a la negazione assoluta di tutte le aspirazioni di autonomia provinciali e nazionali : la Dieta triestina che ha sempre professato principii liberali, basati su di una vera e reale autonomia dei regni e paesi che compongono questa parte dell'Impero , non può accoglierla.
L'argomentazione pare perfetta, il suo carattere liberale inappunta­bile, ma non lo è: ciò che si predica è ancora l'autonomia dei Lìinder, non dei Volker; il predominio delle maggioranze sulle minoranze nazionali.
A nulla vale l'affermazione dello Hermet, secondo il quale oc quanto si domanda di allargaménto di diritti politici, civili, religiosi per gl'Italiani di Trieste che formano la grandissima maggioranza della popolazione, si do-
i> Cfr. Verbali detta Ditta provinciale di Trieste, Trieste, 1872, pò. 61-70.