Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno
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1970
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pagina
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398
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398 Giorgio Negrelfi
l'Italia cresce sempre di più. La popolazione può così interpretare la tattica antiparlamentare dei liberali autonomisti come espressione di un sincero spirito separatista, mentre i ceti dirigenti triestini, da parte loro, possono continuare a lamentare in casa propria il loro scontento ce nazionale senza dover correre il rischio di una pericolosa prova della verità di fronte ai deputati trentini ed istriani ai quali ormai, al Consiglio dell'Impero, si sarebbero dovuti collegare, in un'azione unitaria che avrebbe certamente portato i triestini a sorpassare l'ambito delle richieste di un diritto di Stato della sola loro città; ed è questa una cosa che si vuole evitare.
L'astensionismo mantiene dunque la protesta degli italiani di Trieste tra le mura domestiche: contro coloro tedeschi e sloveni che accettano il mandato parlamentare viene indirizzata l'ostilità popolare, mentre l'opera del Comune, dominato dai liberali, comincia a venir vista come sforzo di difesa nazionale. In tal senso viene intesa la resistenza opposta in nome dei diritti storici all'estensione della coscrizione obbligatoria, la ritornante richiesta di un'Università giuridico-politica in lingua italiana, la sempre più frequente opposizione ad ogni concessione in favore della minoranza slovena.
Ed il ceto dirigente che ha in mano il Comune cerca allora di rinforzare le sue posizioni: nel '74 si batte per una riforma dello Statuto e del sistema elettorale municipale che, grazie ad una nuova normativa sulla cittadinanza e ad una diversa distribuzione dell'elettorato nei vari collegi, lo assicurerebbe a lungo nel suo predominio.
Protestano, all'opposizione, la minoranza slovena e quel partito oc governativo che la burocrazia è finalmente riuscita a costituire, raccogliendo qualche grosso commerciante tedesco intorno ad alcuni suoi alti funzionari: si grida all'ingiustizia, si afferma che, così facendo,' l'elemento nazionale slavo verrebbe assorbito del tutto dall'italiano della città e si verrebbero a ledere le stesse garanzie costituzionali di esistenza di tale nazione. *)
Ma la maggioranza distorce abilmente il senso delle affermazioni: si appella ad un'idea di a uguaglianza che, attendibile sotto il profilo formale, nella sostanza mostra la sua reale iniquità, ce Gli abitanti del territorio fruiranno del diritto elettorale alle identiche condizioni dei cittadini; essi sono perfettamente equiparati , dice lo Hermet. Se possedono le qualifiche volute dalla legge , continua, l'influenza loro sarà corrispondente al valore intrinseco di queste qualifiche ; ma sa bene che sono proprio tali condizioni quelle che mancano ai contadini sloveni: sa che spesso manca loro il censo necessario per l'espressione dei diritti elettorali, sa che spesso manca loro
M Gifr. Verbali della Dieta provinciale di Trieste, Trieste, 1874, p. 39.