Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno <1970>   pagina <402>
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Giorgio Negrelli
dere nella popolazione e soprattutto nella media borghesia un solido sentimento patriottico; dove il vertiginoso incremento demografico aveva mutato rapidamente i termini dei rapporti etnici tra i cittadini; dove soprat­tutto prevaleva ormai una popolazione d'origine veneta, il richiamo aLT au­tonomia non poteva far rivivere le idealità del piccolo comunello patrizio. A quel richiamo aveva dunque risposto non una nazione assopita , ma una che era ormai da tempo lucidamente operante, una nazione concreta­mente ed attivamente storica, quella italiana. Una nazione capace di trasci­nare con sé, con la forza della sua cultura ed il recente esempio politico, anche gli incerti; capace di influenzare e di assorbire uomini di nazionalità diversa; incapace, per tutto ciò, di arrestarsi a programmi politici limitati ed indotta, per la forza di attrazione esercitata dal suo vicino Stato nazio­nale, ad un'azione tendente decisamente al distacco.
L'abile destreggiamento politico dei ceti dirigenti triestini deve cessare: c'è chi lo sostiene, portando per la prima volta, nel '78. il dissidio fuori della Loggia, alla luce del giorno; è il garibaldino Edgardo Bascovich, il Presidente della a Società Operaia , la più vasta organizzazione popolare del movimento ce italiano . colui che si oppone con fermezza alla li­nea tradizionale del partito del Progresso . L'idea separatista ha ormai sfio­rato il proletariato J) ed il Rascovich vuole dare alla politica triestina una caratterizzazione decisamente nazionale, vuole darle un'impronta democra­tica , vuole spingerla in un'azione più a radicale : ~) è ormai crescente, infatti, lo scontento per le timide prese di posizione della maggioranza comu­nale dove, anche recentemente, lo Hermet, commemorando la morte di Vit­torio Emanuele, non ha mancato di accennare ai vincoli di parentela fra i Savoia e gli Asburgo ... L'estensione a Trieste della coscrizione obbliga­toria ha spinto sui campi della Bosnia molti italiani; molti altri sono emi­grati in Italia per sfuggire alle regole della ragion di Stato che ancora vuole opprimere le nazionalità minori: aumenta la protesta, vien sciolto in anti­cipo il Consiglio municipale ...
Ma il ceto liberale si oppone al Rascovich; il movimento democratico nazionale, in cui ci sono tuttavia ancora troppi legami con la massoneria finanziaria, accondiscende al tentativo di mediazione operato da Arrigo Hortis e rientra nei ranghi: i vecchi , a Trieste, la spuntano sui <r gio­vani : ed i liberali partecipano alle eiezioni unendosi, nel primo corpo , ai grossi commercianti tedeschi filo-governativi, relegando all'opposizione di a destra i soli rappresentanti della burocrazia statale e del territorio .
1) Sono molti i tipografi processati come retìpomabill dolio esplosioni e lolla di (Timone di li del li: la loro primo orgonizsosione, l'e Unione tipografica >, è sciolta nel '78 per attiviti considerimi cpanitifliicH. Cfr. A. VIVANTE, op. cit., p. 125.
2) Di tale dissidio fa cenno anche A. TA.MAHO, Storia di Trieste., voi. II, cit., p. 486.