Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; TRIESTE CONCEZIONE AUTONOMISTICA
anno
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1970
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405
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Dal municipalismo all'irredentismo 405
per definire la loro posizione politica nella città e determinare la loro linea di condotta. Essi sono premuti, da una parte, dal sormontante democratismo garibaldino separatista e, dall'altra, dallo slavismo del territorio che, seppure in minoranza nel Consiglio, sta avanzando anche in certi ceti popolari, trovando non solo nell'opera del vescovo, lo sloveno Giorgio Dobrilla, ma anche nella stessa politica del Taaife un punto di sostegno. E non è lutto qui: il Liberalismo triestino deve presto fare i conti anche con lo scontento che agita la popolazione in seguito al raffreddamento dell'irredentismo nel Regno ed all'evoluzione di quella politica che porta l'Italia alla Triplice; si trova pertanto di fronte a quella situazione incandescente e, nello stesso tempo, incerta che matura nel dicembre dell* *82, nell'anno della Triplice e del quinto centenario della dedizione di Trieste all'Austria, nel sacrificio di Guglielmo Oberdan.
La situazione impone dunque ima politica più decisa. La Dieta stessa allora carica il significato nazionale della sua protesta astensionistica: nell* "83 *) il consueto richiamo ai diritti storici accentua il suo aspetto di affermazione della individualità nazionale , collegando la difesa dell'autonomia, più che alla tradizione storico-giuridica municipale, alla necessità di tutela del diritto nazionale . Non si vuol dare, tuttavia, l'impressione di un mutamento rispetto alla linea rivendicativa precedente: l'idea di una perfetta continuità è proclamata e vale a saldare, attraverso un esplicito richiamo all'opera di a tanti egregi che per lo addietro combatterono nell'arena della vita pubblica per il bene morale e materiale della città , il vecchio con il nuovo linguaggio politico.
Quasi paradossalmente, tuttavia, proprio attraverso tale accentuazione dell'elemento nazionale nelle sue rivendicazioni, il ceto dirigente riesce a polarizzare la lotta politica triestina nella difesa di quelle posizioni di potere che esso stesso ha guadagnalo ed a concentrarla così nell'ambito municipale.
Permanendo, infatti, nel loro atteggiamento astensionistico riguardò alla politica ufficiale austriaca, i liberali possono ormai presentarsi come i più tenaci e sicuri campioni dell'idea nazionale: il sacrificio di Guglielmo Oberdan non è privo di effetti, e di fronte all'intera città essi possono opporre al a tradimento della Triplice, alla ragion di Stato del Governo italiano, l'esempio generoso di un martire; mentre nello stesso tempo possono far gravare sull'attivismo radlcaleggiante dei democratici la pesante responsabilità di un patibolo. La prudenza di un'azione politica legata alla purezza di una fede vien cosi esaltata, convogliando le aspirazioni popolari verso l'olii il t ivo che il ceto dirigente ha sempre indicato come fonda-
l) Cfr. Verbali della Dieta provinciale di Trieste, Trieste, 1883, p. 28 sg.